Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.
IO e PERCHE'
Non è falsa testimonianza
Voi continuate a parlare di elezioni, che forse anch'io ricorderò il 10 aprile come una data fondamentale della mia vita. E' che il giorno in cui voi tutti siate solo andati a votare, a me son toccate le palme. Le palme, a me, quella che all'inferno ha già prenotato il posto. La miscredente di famiglia. Le palme, e due marmocchi. E la pioggia, come se non bastasse, e un ombrello solo che non riparava neanche un po' nonostante fosse di un meraviglioso rosso Coccinelle. E i capricci, e la pipì, e quel passo strascicato che solo a cinque anni puoi ostentare. E il ritardo, arrivare quando tutti si stanno girando e vanno in processione verso la santa messa. Rubare un po' di ulivo, convincere il nipote bigotto che il buon Dio ci vuole bene lo stesso anche se siamo arrivati in ritardo, che le nostre palme sono benedette quanto quelle di tutti gli altri. E no, non verremmo fulminati all'istante. Un gelato e un lecca-lecca, ci son voluti. Ma la versione ufficiale, col parentame, è che ci siamo quasi annoiati a sentir tutta la benedizione.