(mercoledì, 26 marzo 2008)
Brida&Grummo[17]
Dovrebbero dirti, le amiche maritate, che comprar scarpe per una sposa è impresa ardua e complicata, soprattutto in stagioni di bianco assoluto si, ma solo in vernice (che il vitello o il satin son roba brutta, dicono le commesse del centro). C'è chi mi propone scarpe viola (depennare il negozio di scarpe di via pontaccio dal mondo in cui vivo, adesso, ora, subito), chi mi tratta con sufficienza (Luisa Beccaria, cattivi, ricordatevelo. Son anche quelli dell'
organza, tra l'altro), chi rivende scarpe ad hoc di una bruttezza sconvolgente (
E' che signora, deve capire, le spose calzano cose così). Mi ritrovo depressa a guardare le vetrine chiuse, che comunque si lavora ancora troppo, a pensare sconsolata che se non mi salva Giò Cellini, sarò povera e nelle mani di Jimmy Choo.
Brida&Grummo[16]
La lista degli invitati è una battaglia persa, sempre e comunque. Tu rinuncerai a qualche amico per far posto all'edicolante che tiene da parte il telesette a tua mamma da quarant'anni. Riuscirai a stento, con fatiche erculee, a convincerli che no, il commercialista potremmo anche non invitarlo. Soprattutto perchè il 730 me lo faccio da sola da anni.
(mercoledì, 19 marzo 2008)
Obiettivi
Cerco di convincere il corridoio che una Never Full di Vuitton non è corruzione ma un garbato omaggio. Senza risultato alcuno.
Changes
Siate sinceri, per una volta, e non vi sdilinquite in melensaggini sulla fedeltà all'azienda e quelle cazzate lì. La palestra aziendale non sembra anche a voi un buon motivo per cambiare lavoro?
Una firma qui
E' una cosa importante, se no non starei qui a dirlo. Mi serve una mano, che qui il mondo va alla deriva e nessuno fa niente di niente e rotoliamo verso il baratro ogni giorno di più. Preparo io la petizione, voi mi mandate una mail con la firmetta, io la taglio e la incollo sul foglietto petitorio. Sbattimento ridotto al minimo per chiunque tranne me. Vi prego, accorrete numerosi. La mia battaglia per far tornare la focaccia con le patate al GS è appena cominciata.
Brida&Grummo[15]
Già non mi foste di nessun aiuto tempo fa, quando dovevo scegliere se presentarmi da bionda o da castana in cima alla torta nuziale e misi una tag di gmail apposta per l'occasione. Ci riprovo, quindi, perchè sono testarda e soprattutto in preda all'indecisione più assoluta. Partecipazioni da grandi, bianche e raffinate nella loro semplicità da una parte. Partecipazioni da cinquenne con le macchinine e gli sposi grassi dall'altra.
Si apre il televoto.
Uhm
Solo per dire dell'assurdità di svegliarsi, alla domenica mattina, e ritrovare la tua prof di scienze del liceo da Timperi che chiacchiera da esperta di gatti e affini. L'assurdità è che, dieci anni dopo, quella attempata signora non sia cambiata di una virgola. Probabilmente, mi vien da immaginare, aveva già raggiunto il numero massimo di rughe quando ancora ero giovane e falsificavo la firma di mamma per saltare le sue interrogazioni.
(mercoledì, 05 marzo 2008)
Yes, you can
Sono cieca, irrimediabilmente. Non riesco a vedere un excel al 75% senza nausee e tremori. Decido che è ora di reagire, di pretendere qualcosa da questa azienda che mi toglie anche il respiro. Parto da poco, Buongiorno, io vorrei un monitor LCD. Dopo quindici firme, seimila scartoffie, lungaggini burocratiche e un'infermiera cicciona ottengo un oculista e un medico della mutua.
- Buongiorno Signor Oculista.
- Buongiorno.
- Vorrei un monitor LCD, che sono cieca e non vedo più niente.
- Lei lavora troppo. Esca presto e si diverta che così le passa tutto.
- Vorrei un monitor LCD, che sono cieca, non vedo più niente e non c'è speranza ch'io possa lavorare meno di adesso. Forse di più, se passo il pomeriggio a chiacchierare con lei.
- Non vorrei farle perdere altro tempo, vada dal collega medico della mutua a sentire cosa dice. E lavori meno, mi raccomando.
- Buongiorno Signor Medico della mutua.
- Buongiorno.
- Vorrei un monitor LCD, che sono cieca e non vedo più niente.
- Lei lavora troppo. Esca presto e si diverta che così le passa tutto.
-Di nuovo, vorrei un monitor LCD, che sono cieca, non vedo più niente e non c'è speranza ch'io possa lavorare meno di adesso. Forse di più, se passo il pomeriggio a chiacchierare con lei.
- Lei sta tremando e ha il battito un po' accelerato. Sarei preoccupato.
- Son preoccupata anch'io, lo sappia, che ho una rete ferma in produzione.
- Lei lavora troppo. Esca presto e si diverta che così le passa tutto. Magari faccia un po' di sport che si rilassa.
- Le assicuro che sarei rilassata anche sul divano. Facciamo che mi date un monitor LCD così mi stanco meno, finisco prima e mi rilasso?
- Lei prende il lavoro troppo seriamente. Guardi che il lavoro non è tutto. Bisogna godersi la vita, gli amici, divertirsi.
- Sono consapevole di quanto sia divertente vedere gli amici, godersi la vita. Ma vede questo braccialetto alla caviglia? Se mi allontano dalla scrivania per più di un quarto d'ora mi vengono a prendere.
- Tutte scuse, lo sa anche lei. La decisione sta solo a lei.
- Lei non lavora per la mia stessa azienda, mi pare evidente.
- E invece si, guardi, questo è il tesserino.
- Ma lei è felice, non è possibile.
- Invece si, si può. Deve solo imparare a volerlo.
- Arrivederci.
- Arrivederci. Mi faccia sapere come va, poi.
Io volevo solo un monitor LCD, mannaggia.
Shampista
Se già è una cazzata, di per sè, tagliarsi la frangetta da sole, lo è ancor di più farlo con le forbici dell'ikea. Urge un parrucchiere, anche se nel corridoio non se n'è ancora accorto nessuno.
Update: lo è ancora di più farlo di domenica, che poi ti tocca aspettare fino a martedi per elemosinare un TaglioEPiega riparatore.