Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

IO e PERCHE'
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(venerdì, 25 gennaio 2008)


Patapunfete
L'altra sera, sarà stato martedi o mercoledi, ero sì tanto depressa, perchè quel maledetto job girava troppo lento, che son corsa in rinascente ho deciso che sarebbe stato Salvatore, questa volta, a tirarmi su il morale. Ha aiutato, un pochettino, son sempre triste ma un poco meno dell'altra sera di sicuro.

Poi vedo il faccione di Prodi, triste e contrito che il governo non c'è più. Volevo solo dirgli che magari il numero non è lo stesso e forse il modello non è di suo gusto, ma se vuole le scarpe di Ferragamo gliele presto. Che davvero, magari non tanto, ma un po' aiuta.

Lo dice .G alle ore 11:46 commenti (1)



(mercoledì, 23 gennaio 2008)


Per un soffio
Mi ero quasi convinta di riuscire nel cambio di stato prima delle nuove elezioni. Come sorridevo al pensiero che mai più nella mia vita avrei dovuto scegliere tra il male minore e Berlusconi. Poi arriva Mastella, i capricci, il governo che cadrà. E' che io, la scheda elettorale, non so più dove sia finita.

Lo dice .G alle ore 14:27 commenti (6)



(martedì, 22 gennaio 2008)


...and Thanks for All the Shoes
E' successo tutto perchè la coinquilina mora ha deciso di fare il bucato mentre la sottoscritta si appropinquava a stendere le camicie del consorte, che pare brutto usare tutti lo stesso stendino, che la sua roba perde colore e il consorte a pois rischierebbe un licenziamento rapido e non poco indolore. Mi trovo quindi a dover trovare una soluzione alternativa, che è sera, è tardi e un secondo stendino irragiungibile per le saracinesche chiuse. Incastro il bastone swiffer tra la sedia e la scrivania, pensando di poter appendere le suddette camicie in attaccapanni al bastone di cui sopra, ma purtroppo l'altezza non è abbastanza. Penso per altri cinque minuti con l'attaccapanni in mano e poi, nel buio, l'illuminazione. Quando arriva il consorte, il giorno dopo, trova sette camicie oxford appese al bastone dello swiffer in bilico tra la pila delle scatole delle scarpe senza tacco e quella delle scatole delle scarpe a tacco medio sopra alle scatole delle scarpe da ginnastica.
Adesso che l'utilità di un numero di scarpe superiore alla cinquantina è stato appurato posso anche morire soddisfatta, che il mio dovere per la storia direi che l'ho fatto, e pure bene. E visto che l'ho fatto così bene, mi sembra giusto e sacrosanto un piccolo premio per i servigi resi all'umanità tutta. Che ne dite di un paio di mocassini?

Lo dice .G alle ore 08:30 commenti (2)



(giovedì, 10 gennaio 2008)


Horse club
L'ho fatto, davvero. Ho messo insieme tutto il coraggio di cui sono capace, ho tirato fuori dal cassetto la faccia tosta dei bei tempi andati e l'ho fatto. Sono entrata in un negozio chiamato Horse club e ho chiesto, col sorriso più grande che ci sia al mondo, degli stivali neri. Trentotto.
La signora mi sparisce al piano di sotto, che intravedo pieno di scatole a forma di stivale. Gongolo, è la volta buona. Nell'attesa provo un cap li appeso, che è carino ma va largo. C'è una sella che è una meraviglia, se non costasse così cara. Arriva la signora e arriva la scatola: siam pronti.
Non è che siano proprio come me l'immaginavo. E' che sarebbero un po' strettini sulla caviglia, non è che mi stiano proprio bene. Non so come spiegare alla signora gentile che, per carità, sicuramente la caviglia così è al riparo da slogature e distorsioni, ma non è che faccia questa vita poi così rutilante. Non è che le distorsioni mi capitino tanto di frequente, tolto quando inciampo sui bordi del letto. Tolto quando cado giù dalle scale. Li sto per comprare, giustificando la folle spesa con motivazione cliniche non indifferenti, quando rinsavisco, così di punto e bianco, e dico no. Come sono fiera di questa cosa che ho imparato, dire no davanti ad acquisti assurdi.
Riesco sulla strada senza stivali e la fierezza si affievolisce ad ogni passo, io degli stivali li vorrei. Entro allora da vergelio, nonostante l'orribile vetrina e comincio a chiedere. Chiedo stivali in pelle e me li portano in vernice. Signorina, attenta, che non è giornata oggi. Ripeto pelle, e pelle sia, anche se non è che mi dicano qualcosa questi stivali qui. Li provo, svogliata, col calzino argyle e la faccia rossa, che qua dentro ci saranno seicento milioni di gradi. Non entrano, signora mia, facciamo che mi rivesto e me ne vado che davvero non è giornata. Avrei anche un appuntamento, sa? La singorina insiste, con foga. Si intromette anche il Signor Responsabile del negozio, Li provi con una calza di nylon che scivolano meglio. Io lo so che la colpa non è loro e che sono io ad essere intrattabile. non ho nessuna intenzione di spendere trecento euro per un paio di scarpe che non posso mettere con le calze che voglio e che per infilarle devo faticare come una matta. Esco, risoluta e alterata.
Ventiquattro ore dopo esco felice da MaxMara. Ho un meraviglioso paio di stivali neri nuovi da trecento euro. Ci vuole mezz'ora per infilarli e li metto solo con i collant.
Facciamo che ai signori di Vergelio non glielo dice nessuno, ok?

Lo dice .G alle ore 11:02 commenti (3)





Novità
Dovevo dirvelo da più di un mese, ma tra il lavoro e il panettone trovo il tempo solo adesso. La coinquilina bionda non c'è più. Non che le sia successo niente, per carità, è solo che finalmente è diventata una convivente bionda. Ma noi, che non ci facciamo mancare niente, l'abbiamo prontamente rimpiazzata con una coinquilina ancora più bionda. Alla ex-coinquilina bionda auguriamo ogni bene per questa nuova avventura. Poteva andare peggio. Poteva essere incinta di Mammuccari.

Lo dice .G alle ore 10:23 commenti