Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

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(mercoledì, 28 novembre 2007)


On Old Age (De senectute)
Ti rendi conto di essere davvero vecchia quando pensi che no, saranno pure di Dior, ma io i sandali fino alla fine di giugno non li voglio neanche vedere.
[PS: Ricordarsi di eliminare da bloglines gente che dice ancora cool, glamourous e total black. E che la decadenza sia ormai all'ordine del giorno lo dimostrano queste scarpe di Chanel. Mio Dio, Chanel.]

Lo dice .G alle ore 10:29 commenti (2)





Tu, via
Di questi tempi, che si licenzierebbero anche i tavoli, avessero dove andare, ogni mattina al caffè si fa il conto delle dipartite della giornata. E lo so che non è normale, che son solo brutti segni e tutto il resto, ma io mi sto divertendo come una matta. E finalmente della Champions non parla più nessuno.

Lo dice .G alle ore 10:19 commenti



(martedì, 20 novembre 2007)


Bassa Brianza
Mentre giro su e giù per i millemila piani di Harrods alla ricerca della pallina di Natale limited edition per il capo incontro per caso un paio di stivali. Belli davvero, perfetti, neri, dritti, ad un prezzo in qualche modo accettabile per gli stivali che non mi stuferanno mai perchè sono quelli che cercavo da così tanto tempo. Il consorte mi trascina via, non sapendo che, tra qualche settimana, sarò di nuovo lì sola soletta anche solo per gironzolare al piano delle spose che ho bisogno di commesse gentili e vestiti guardabili. Poi penso che però per comprare un paio di stivali al piano Golf, polo, equitazione serva qualcosa di più che un'innata passione per Ralph Laurent, almeno una scusa e comincio a pensare. Sulla strada per Orio ricordo un Pessina tubature, un leroy merlin, una tenaris dalmine e nessun maneggio. Sulla strada per malpensa c'è una sala per ricevimenti, una pista da motocross e direi nessun cavallo. Posso sempre dire che mi alleno in Brianza, che è grossa e indefinita quanto basta a non definire per l'appunto proprio niente. Magari in bassa Brianza, che suona meglio e fa più chic, no? Oppure potrei essere sincera, almeno in parte.
Vorrei fare equitazione da una vita e non ho mai trovato il coraggio. Ma son sicura che una volta comprati gli stivali troverò la forza e il tempo per iniziare questo meraviglioso sport.
Dice che riesco a correre per prendere la metro con questi stivali?

Lo dice .G alle ore 08:51 commenti (6)





Brida&Grummo[12]
L'idea era quella di mettere a frutto tutto quello che avevo letto tempo fa su un libro dal titolo sibillino del tipo Ottieni quello che vuoi o qualcosa del genere. Diceva il libro, se non ricordo male, di lavorare per te al posto degli altri e mettere la gente davanti al fatto compiuto. E così ho fatto. Sono stata un sacco al telefono con signore dalla cadenza emiliana (o romagnola?) fino a trovare codesta Cinzia dell'ufficio commerciale che, carina, setaccia il db alla ricerca del mio vestito (Ida, di cui sotto) nella variante 01, e quindi bianco. Mi dice che, la cara Cinzia, la variante 01 è stata acquistata solo da alcuni negozietti che tengono il marchio max mara, ma non dai franchising. Non è questa la risposta che volevo, per cui cambio strategia. Entro nel solito Maxmara del centro, tronfia e carica di energia positiva: ho deciso di bluffare. Racconto quindi alla commessa di turno che la signora Cinzia di cui sopra ha detto che alcuni negozietti hanno preso la variante 01 e che quindi basta che loro, signore Maxmara del centro, riassortiscano la collezione ed ecco lì che la mia variante 01 l'è bella che arrivata. Non sembrano convinte, sorrido. Si consultano a vicenda, chiamano la responsabile, di nuovo si consultano, stanno crollando. Di nuovo consultazioni, neanche fosse la bicamerale, una delle ragazze dice che deve andare, queste consultano ancora, mi siedo che son stanca e sfoglio Vogue sposa con una certa accidia. La responsabile mi fa un cenno, mi alzo, appoggio il giornale sul tavolino. Mi dice che davvero non è possibile riassortire una cosa che non hanno mai ordinato e che si riassortisce una cosa che ha venduto molto e non quello che non si vende. Vorrei far notare che l'avrebbero anche venduto il vestito bianco se solo ce l'avessero avuto, ma davvero è tardi e sono pronta a rinunciare. Saluto la signora responsabile e mi giro alla ricerca del mio giornale da sei chili e settantacinque che avevo abbandonato giusto lì dietro. Un capannello di commesse sfoglia il mio Vogue sposa urlando ad ogni meringa pubblicizzata. Mi dice una Ma guarda questo che bello, ma perchè vuoi proprio l'Ida? Questo è meraviglioso! Indica un vestito Aimée avorio con fiori rossi e verdi e un grosso fiocco sul davanti e balze, balze, balze fino a terra. Avanti di questo passo, con tutto il mondo contro, arriverò in chiesa in pigiama.

Lo dice .G alle ore 08:33 commenti





Papaveri e papere
Dev'esserci sta qualche protesta di quelle silenti, del tipo che ci si veste tutti di bianco o ci si mette tutti il cappello, è che non guardo più i telegiornali e non so mai cosa succede nel mondo. Che stammatina, in Cordusio ma anche in Missori, camminavano tutti coi piedi stortarelli come le papere.

Lo dice .G alle ore 08:15 commenti (1)



(lunedì, 19 novembre 2007)


Brida&Grummo[11]
Il vestito perfetto esiste, in taglia preformata e si può comprare così com'è in un momento di sconforto post-riunione, ma. Ma è rosa. Che sarebbe bianco, se qualcuno lo avesso ordinato bianco, ma invece no, c'è solo rosa. Quindi. Se vostra zia lavora da MaxMara, o vostra sorella ha un'amica del liceo con cui si sente di tanto in tanto e che può intercedere per me, comune mortale e sposa disperata, vorrei un modello Ida in bianco, taglia 42. Giuro che pago in contanti.

Lo dice .G alle ore 14:05 commenti (4)



(mercoledì, 14 novembre 2007)


Lellina a Trieste[?]
Nel corridoio del terzo piano del mio albergo triestino, ieri notte, un tizio si aggirava in sole maniche di camicia*. Questo vuol dire qualcosa, per esempio che farei meglio a starmene a casa. Vediamo se convinco il capo, va.

* e scarpe, ovviamente, che sulla moquette degli alberghi chissà cosa ci sta.

Lo dice .G alle ore 07:37 commenti (7)