(lunedì, 24 settembre 2007)
Brida&Grummo[9] ovvero la sposa in infradito rosa
Il fatto che io fossi uscita di casa in infradito rosa potrebbe rendere l'idea del mio stato d'animo davanti alle signore delle spose inglesi. Mi immaginavo un sacco di vestiti, un sacco di persone, volevo solo dare un'occhiata, e invece. Invece la signora Annabel mette il consorte in un angolo a fare la muffa e comincia a stringermi col metro in ogni punto del mio corpo. Quale sia il mio nome poco importa, da quelle parti, io sono la signorina maggio2008 e così passerò alla storia dalle parti di Berketex Bride. Protesto vigorosamente, che non si prendono le misure ad una signorina dopo il pranzo della domenica. Mi rispondono Good luck e mi mandano al piano di sopra con in mano il cartoncino della taglia e cinque dischetti rossi. Il primo piano è il paradiso. Guardo vestiti appesi in ogni dove, scelgo, butto un dischetto rosso sull'appendino fino a completa perlustrazione della stanza. Nessuno chiede, nessuno parla, almeno non con me. Nessuno si offre in consigli sgraditi e inopportuni, nessuno mette in discussione la data, il preavviso, l'assenza della mamma, la scelta della biancheria. Mi avvio ai camerini che consistono in pezzi di stanza enormi. Sono la più magra, la più giovane, la più sperduta delle bridetobe, decideranno tutte di adottarmi alla vista degli slip con i merli che cantano in coro. Col primo vestito sembro uscita da Beautiful, invecchio di dieci anni e convengo che no, non sono una sposa di pizzo. Col secondo vestito un po' mi commuovo, che sono un'anima sensibile, che credete. Mi scopro a guardare il cartellino del prezzo che quasi quasi lo comprerei, non fosse che viaggio col bagaglio a mano. E poi c'è il terzo, lì, che già quando lo tolgono dalla stampella ho il cuore a sei milioni: è il vestito da principessa, che tutte nella vita ne hanno diritto, anche solo per cinque minuti. Via le ciabatte in un angolo, mi sorreggono in due mentre mi accingo a scavalcare la montagna di taffeta che mi separa dal mio momento Cenerella. Ho almeno dieci Fate Turchine intorno a me, nessun topo e il consorte con una oyster invece della zucca, sempre recluso al piano di sotto. Cala il silenzio al sollevarsi della zip lungo la schiena, poi parte l'oh generale mentre la Prima Fata Turchina stende lo strascico. Sono tutte visibilmente commosse, io pure. Annabel sussurra E' perfetto. Io penso solo che lo strascico è più lungo della chiesa.
Recupero il consorte dall'angolo con indosso di nuovo le infradito rosa. Tra due settimane si gioca ancora alla piccola sposa matta.
(venerdì, 21 settembre 2007)
Home sweet home
Mai e poi mai avrei pensato di poter dire al consorte, la mattina, lasciandolo davanti all'ufficio in duomo, Allora a stasera, amore, ci vediamo a casa a Londra.
(giovedì, 20 settembre 2007)
Che gente che c'è in giro, signora mia
Il problema dei lavavetri, ampiamente discusso nelle scorse settimane da panettieri, sciampiste e parlamentari, andrebbe messo da parte per fronteggiare i veri problemi che affliggono questo paese: i
signori che rubano le scarpe.
Che gente che c'è in giro, signora mia
Il problema dei lavavetri, ampiamente discusso nelle scorse settimane da panettieri, sciampiste e parlamentari, andrebbe messo da parte una volta per tutte per fronteggiare i veri problemi che affliggono questo paese: i
signori che rubano le scarpe.
(mercoledì, 19 settembre 2007)
Discrepanze genetiche
Il nipote grande, con la scusa che deve crescere, mangia troppo e mette su pancetta. Una volta preso atto della pancetta, il nipote grande reagisce a modo suo, non sacrificando parte dei carboidrati quotidiani, ma aggiungendo dosi massicce di bicicletta su per i colli dell'entroterra ligure.
Pare evidente che non possa essere davvero nipote mio. L'avranno scambiato nella culla e in questo momento un ragazzino di tredici anni con il mio sangue nelle vene salta i pasti da qualche parte nel mondo.
(lunedì, 17 settembre 2007)
Rose bianche per me
Il matrimonio della settimana verrà tramandato ai posteri come il matrimonio in cui una tizia grassa mi ha privato della presa del bouquet perfetta a suon di gomitate. Avendo un video a testimonianza della precisa traiettoria del mazzo di rose bianche verso le mie gelide manine, si decreta all'unanimità la mia vittoria morale sulla tizia grassa di cui sopra. Anche perchè la tizia grassa, a cena, quando si è votato, non c'era neanche.
(giovedì, 13 settembre 2007)
Just a little tired
Non so come, non so perchè, ma il cielo limpido di Trieste, di prima mattina, mi fa pensare che no, davvero, non posso andare al matrimonio della settimana con una pochette rosa e un po' arricciata. La borsa serve rossa, rigida, di pelle a stampa cocco. La trovo da Furla, che internet è proprio una bella cosa. Chiamo in Buenos Aires, Non ce l'abbiamo, chiamo in Vittorio Emanuele, Deve ancora arrivare, chiamo in Rinascente, Oh si certo, è qui davanti a me. Costa il giusto, son quasi lì per farla mettere da parte, tentenno, rinsavisco, Passo stasera. Poi c'è di mezzo una giornata di lavoro, un taxi, un aereo, un aereoporto lontanissimo, un trenino che si ferma dappertutto, un altro taxi che però non riesco a trovare, una valigia lasciata in mezzo all'ingresso di casa e una corsa in direzione borsa. Sono in Rinascente. Buonasera vorrei la borsa quella rossa, rigida, di pelle a stampa cocco di cui abbiamo parlato stamattina. Mi viene mostrato un portafoglio piccolo con catenella che qualcuno, evidentemente per errore, ha classificato a catalogo come una borsa. Quella che dico io è più grande, si chiama Ilary ricorda? 29x13, è quasi una pagina di quadernone. E infatti c'è, la borsa perfetta e ovviamente costa il doppio. Esco sconsolata. Vago per la città già buia e desolata. Zara offre la versione Zara della borsa di cui prima, non rossa, ma tutto il resto si. Però è marrone. Mi scusi c'è di un qualsiasi altro colore? Ci sono altre borse di questo tipo? Secondo lei riuscirò a cambiare lavoro entro Natale? L'effetto serra esiste davvero? La risposta sarà sempre e solo Non lo so. Scandaglio il benedetto negozio da cima a fondo, sotto ogni maglioncino, ogni pila di pantaloni, ogni ammasso di quasivoglia indumento accatastato in un angolo senza risultati evidenti. Esco, al telefono con la mamma, ancor più sconsolata. Guardo la vetrina ed eccola lì la versione Zara della borsa di cui prima, non rossa, ma tutto il resto si. Eppure nera. Raccatto un commesso a caso, dico Voglio quella lì!, lui mi dice che non c'è più. Gli dico Ma è lì!, mi dice che non si può. Però se voglio, fanciulla fortunata, posso lasciare il mio numero e quando smonteranno la vetrina, in un giorno variabile tra ottobre e dicembre, mi chiameranno e potrò andarla a ritirare. Però magari lasci un acconto. Non capisco. Ho detto Borsa nera Zara e questo ragazzo capisce Borsa Kelly Hermes. Esco stralunata. Dall'altro Zara la situazione è quasi meglio, nel senso che almeno non ce l'hanno in vetrina.
Finisce che al matrimonio ci vado con il portafoglio in mano.
(martedì, 11 settembre 2007)
Urban-style
Dormo in questo letto bianco a quindici piazze in una stanza bianca con le tende bianche. Lo specchio è in un corridoio dall'asimmetria inspiegabile e l'immagine riflessa deformata all'inverosimile, mi trucco quindi come la donna cannone. Non trovo il modo per aprire nè cassetti nè armadi, lancio tutto sulla parte inutilizzata del letto. Penso che quella parte inutilizzata sia grande come casa mia.
Decido che no, il design non fa per me.
Passi tutto questo bianco che mi sembra d'esser passata a miglior vita. Passi l'esser poco presentabile che della donna cannone si è già detto. Ma far pipì su una tazza quadrata, davvero no.
(lunedì, 10 settembre 2007)
Vizietti
Ci sono cose che tutti fanno e nessuno dice. Di quelle cose che ti incontri per il corridoio e ci si guarda con la faccia del
lo so che anche tu ma senza battere ciglio che il segreto va preservato sopra ad ogni cosa.
Linkedin è una di queste.
(giovedì, 06 settembre 2007)
Brida&Grummo[8]
Ci sono cose che hanno il potere di bloccarti lì, all'improvviso, e farti pensare che, cavolo, ti stai sposando davvero. Vedersi allo specchio col vestito addosso, per esempio. Oppure abbonarsi a Vogue-sposa.