Sale agreed
In visita presso un cottage in vendita a walking distance dalla tube che non ci possiamo permettere, mi trovo tentata di chiedere alla padrona di casa il prezzo di quella creaturina urlacchiante sul seggiolone. Che Matilda, davvero, parrebbe essere la unenne più bella ch'io abbia mai visto.
(mercoledì, 25 luglio 2007)
Ora si alzano e fanno la ola
Io lo so che ci son cose che non vanno fatte, ma non sono io a decidere di far uscire harrypotto al cinema durante le mie ferie sicule. Potevo mica far finta di niente? Potevo mica dormire sotto l'ombrellone mentre tutto il mondo si apprestava a urlare stupeficium? Certo che no, mi pare evidente. Mi accingo quindi, in tutta fretta, a mobilitare mamma e papà per farli cenare di corsa per accompagnarmi al cinema allo spettacolo delle otto e trenta. Mi accorgo, una volta comprato il biglietto, di essere la fanciulla più matura di tutta la coda. Parrebbe che da queste parti, infatti, harrypotto sia una cosa da bambini, ma bambini grandi che vanno al cinema da soli. Quindi non solo sono la più vecchia, ma sono anche l'unica che continua a fare ciao con la manina ai genitori fermi sul marciapiede dall'altra parte della strada. Mi siedo. Gioco col cellulare in attesa che il film cominci e questa mandria di ragazzini si zittisca. O perlomeno che cominci a mangiare quei secchielli di popcorn al loro seguito (non solo sono la più vecchia e l'unica accompagnata dai genitori. Sono anche la più povera, che comprato il biglietto avevo giusto i soldi per la coca cola o i popcorn, di tutti e due manco a parlarne). Comincia il film, ma del legittimo silenzio manco a parlarne. Sarò veloce, che nelle cose tristi è sempre meglio non tentennare. La mamma del piccolo Giuseppe lo ha chiamato due volte nel primo tempo e una nel secondo per digli che, porello, sarebbe tornato a casa da solo che loro erano a cena dallo zio Nino. Il piccolo Giacomo si è dimenticato di prendere la medicina per l'asma e la mamma gentile è venuta a ricordarglielo direttamente in sala con lo spruzzino e la diretta della somministrazione medica nel bel mezzo dei sogni terrificanti del maghetto. Le ultime tre file di giovani donzelle, truccate e parruccate come non mai, si rivelano infatuate del piccolo Potter e urlano inferocite all'indirizzo della giovane coreana. Volano scatole vuote di popcorn verso lo schermo, ma putroppo Harry non si accorgerà mai di loro, con mia somma delusione. Alla sparizione di Silente scatta l'applauso e non posso fare a meno di chiedermi dove si sia nascosto il pilota dell'aereo, che proprio non si vede. All'invasione durante i gufi arrivo seriamente a pensare di avere i gemelli svolazzanti sopra la testa, non apro gli occhi per paura di quello che il suono terrificante potrebbe propormi. Maria e Antonio, dal fondo della sala, pare si sbaciucchino intensamente mentre l'esercito di Silente cerca la maledetta profezia o almeno così ci avverte un'amica che si rivelerà essere katia, dopo essere stata insultata pesantemente dalla Maria di cui sopra. Scoppia un mezzo tafferuglio, nonostante il quale riesco ancora a seguire voldemort contro silente. Sapendo come finisce comincio a pensare ad una triste e patetica ritirata, che non ce la posso fare, ma un secolo di bambini, cinque per parte, mi guarda con una cattiveria di cui non mi capacito. Il più piccolo del gruppo, che mi sta a fianco, al mio sollevarmi leggermente dalla sedia esclama non pensarai mica di alzarti che fai casino. Cazziata. E prigioniera inerte di un cinema di paese assediato da minorenni feroci. Si accende la luce. Esco quando tutto è quasi chiuso e un signore anziano passa lo scopettone per raccattare le schifezze sul pavimento. Crollo tra le braccia di papà stremata senza proferir parola per giorni interi.
Dieta a zona (dell'est)
M'avessero detto che per perdere i chili invernali bastava aspettare che mi clonassero il bancomat e spendessero un botto dei miei soldi in quel della Romania, quella vaschetta di gelato, a maggio, me la sarei mangiata volentieri. Mannaggia.
Engaged
Quando son partita, quindici giorni or sono, avevo come obiettivo di tornare smagrita, abbronzata e senza occhiaie. Se non fosse per quei tre pasti completi giornalieri che la mamma si è intestardita a propinarmi, smagrita lo sarei anche, ma purtroppo è andata male. Sull'abbronzatura ero piuttosto soddisfatta fino al rientro in ufficio dove, ahimè, si aggira gente dal colore vergognoso ed inquietante. Mi consolo pensando alle rughe del giorno che verrà che ho sapientemente fugato con la prima protezione della mia vita. Le occhiaie parrebbero essere l'unico risultato raggiunto con soddisfazione, ma so che torneranno a farsi vive di qui a breve, per esempio domattina. Resta, di consolazione, il vestito per il matrimonio di settembre che calza alla perfezione e trovato per caso nell'assolata trinacria. E anche le scarpe, quasi dimenticavo, che accompagnano il vestito di cui sopra. E poi, certo, il mondo continua ad essere meraviglioso. Soprattutto visto che adesso il momento Tiffany brilla 24/7[1], finalmente stretto al punto giusto, dall'anulare della mia mano sinistra.
[1]Per quanto mi è concesso mostrarlo senza vergogna e decoro a chiunque?
(venerdì, 06 luglio 2007)
Closed until the 23th
Credo di poter chiudere baracca e burattini e lasciarvi per un paio di settimane di vergognoso mare e vergognoso sole in terra sicula. Vi lascio col pensiero delle mie scarpette nuove a testimoniare la contentezza del consorte per il mio nuovo livello retributivo. E con il fatto che giusto ieri, alle diciotto e trentacinque ora italiana, ero nel pieno del mio momento Tiffany. E, oh, la vita è davvero più bella dopo.
(mercoledì, 04 luglio 2007)
Nanetto wanted
Niente gerani. Ma un volo dentro la vasca e una porta in faccia. Siamo tornati alla normalità.
(martedì, 03 luglio 2007)
In progress[2]
Se mi avessero semplicemente detto, a suo tempo, che bastava aspettare qualche mese per avere quello che volevo, forse non sarei stata così tanto di cattivo umore da non sapere come superare la
tragedia umorale numero 3 senza provvedimenti tragici e repentini. Parrebbe, grazie al cielo, che il nanetto dispettoso qual è il mio karma sia in piena fase rehab, che va anche di moda. Sono ufficialmente scrutinata, promossa e col consorte di nuovo al suo posto.
Sto solo aspettando che il vaso di gerani mi caschi in testa, che se no, davvero, troppa grazia.