Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

IO e PERCHE'
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(giovedì, 28 giugno 2007)


Pois
Il fantastico vestito a pois di villa Borghese che sfoggio con altera soddisfazione da più di otto ore sta, uguale uguale, nella vetrina del negozio a fianco all'ufficio. Mannaggia.

Lo dice .G alle ore 16:59 commenti (2)





Vacanze romane
Mi manca la vespa e la tiara, ma per il resto son quasi perfetta. Non fosse per il caldo e l'eccessiva mole di bagagli al seguito, potrei anche atteggiarmi a piccola principessa in visita nella capitale. Non fosse che, tra l'altro, non mangio la bufala nè qualsiasi cosa sia gratinato. E non bevo neanche il vino, per la gioia del commensale, tanto paziente con la sottoscritta che non vorrà vedermi, credo, mai più. E oh, la fontana di Trevi. E oh, il colosseo, san pietro e quella cosa larga e piatta che scoprirò essere il circo Massimo. Per quanto posso ancora fare oh senza essere cacciata fuori dalla macchina in malo modo? Scopro che i fattorini degli alberghi romani hanno una voce per chi gli sta al cospetto e per chi sta dall'altra parte del telefono. O almeno con me son tutti cialtroni, anche i tassisti di una certa età. Dormo in una fantomatica suite soppalcata, il cui unico difetto è l'enorme pericolo che io caschi dalle scale nel tentativo di far pipì in piena notte. Ancora con gli occhi appiccicati scendo da trinità dei Monti con un nuovo cerchietto tra le mani e non m'inciampo neanche una volta, seppure impegnata al telefono per tutto il tempo. Tengo il naso all'insù fino a un mercatino intorno a Villa Borghese, compro vestiti a pois da nascondere tra il portatile e il blocco per gli appunti. Alla riunione sono l'unica senza biglietto da visita per cui mi costringo a sorridere più di tutti e a ripetere Lellina, chissà quanti si ricoderanno di me alla fine di tutto. Pizza, taxi, abbandono pianificato dei colleghi, trousse di Dior da viaggio, caffè col chitarrista di riferimento che passa di lì anche lui. Devo solo capire quando dire sticazzi, poi davvero mi trasferisco.

Lo dice .G alle ore 14:25 commenti (1)



(lunedì, 25 giugno 2007)


La festa al faro
E’ quasi mezzanotte quando ci fermiamo, io e collegaDiViaggio, per una sigaretta sugli scogli del lungomare di Trieste. Non paghi della stanchezza accumulata, chiamiamo il capo convincendolo a uscire che c’è una festa al faro clamorosa e non possiamo mancare. Passiamo sotto al faro nel silenzio più totale, in giro ci saranno dodici persone in tutto. Quando davanti all’albergo abbiamo confessato la bugia, non si è arrabbiato neanche un po’. Però, per punizione, ci ha fatto stare in giro a sbevazzare fino ad un’ora vergognosa.

Lo dice .G alle ore 11:43 commenti (3)





Spose, orgogli e pregiudizi e le ballerine nuove
Ci sono cose che andrebbero dette e cose che no. Andrebbe detto che talvolta certe frasi sono poco consone e delicate. Che se poi la gente si organizza in un fronte di liberazione nei tuoi confronti, non ti arrabbiare, che è l’unica strada percorribile. Chiediamo ferie, tutti, in previsione del matrimonio pakistano, anche se l’idea di assemblare novanta abbinamenti per trenta giorni di bagordi mi spaventa oltremisura. Il totano fritto cancella Giuliano Palma dalla mente di tutto il mondo. Guardo i risultati dell’esplosione di corsi di latino-americano e mi spavento, che di una pista così affollata posso solo aver paura. Tocca inventarsi parole in codice per liberarsi da persone inopportune e fin troppo ciarliere. Si sprecano telefonate surreali, panama trovati chissà dove, persone che non ricordano più nulla da una certa ora in poi. E’ che se un bottiglia di Pinot costa neanche cinque euro, ognuno vuole la sua e la tiene stretta. Le calze della pesca di beneficenza sono anche della misura giusta e fa freddo, che è estate solo nei giorni lavorativi. L’avevo detto che avevo bisogno di scarpe nuove? Nere, basse, con la frangia, in sette minuti e cinquantadue secondi. Poi i capricci del nipote, un trampolino, un asciugamano giallo. L’asina Celestina scalcia, bruca e cerca le sigarette nella mia borsa. Le palline colorate volano ovunque tranne dove devono. Abbiamo racchettoni gonfiabili per evitare racchettate mortali e deturpanti. Gelati e brioches per merenda, barbecue la sera. Se non fosse che alle nove sono all’autogrill Bauli dopo Desenzano. Ceno triste con un toast in direzione Trieste.

Lo dice .G alle ore 11:38 commenti



(mercoledì, 20 giugno 2007)


Sacrifici
Insieme a tutto quello che mi sta succedendo di questi tempi, ieri sera una signora decide che le mie caviglie siano da prendere a calci, tanto per passare il tempo. Stamattina volo giù dalle scale.
Io non sono superstiziosa, di solito. Ma sabato 30 c'è la luna piena. Voi trovate il quadrivio, io cerco il pentolone all'esselunga. Se qualche mamma, poi, avesse da prestarci della coda di rospo, che di questi tempi è un po' fuori stagione.

Lo dice .G alle ore 08:01 commenti (3)



(lunedì, 18 giugno 2007)


Calendario
Sabato qui, io sarò quella che dorme appoggiata ad un muro. Si accettano idee per la pianificazione settimanale.

Si diceva, quindi, Cuneo-Savona-Trieste-Trieste-Roma-Milano. Chi ha un'agenda che si interseca in un qualche modo chiami che una faccia amica serve sempre.

Lo dice .G alle ore 10:05 commenti (7)





Noia.com
In preda alla noia metereopatica che qui son anche tutti in ferie e di far qualcosa proprio non se ne parla, ho effettuato un acquisto compulsivo di quelli scemi su amazon in dodici secondi netti. Devo solo resistere fino alle cinque.

Lo dice .G alle ore 08:59 commenti





Crudo
Dormire poco non aiuta, ma s'è già detto. Decido che sia meglio accoccolarsi sul muretto del MobyDick a pisolare, dopo la cena del crudo, che son davvero stanca. Mi svegliano che è già ora di andare a casa e che son rimasta solo io a morir di freddo su quel muretto. nel frattempo spargo Nutini tra la folla come se fosse il nuovo verbo, in attesa di conferme, e dormo nel lettone della mamma allungata in diagonale che un letto così largo mai l'ho avuto in tutta la mia giovane vita.
Lo squash è lo sport perfetto, peccato averlo scoperto solo adesso. Pranzo col nipotegrande in mezzo a orde assassine di genitori famelici e figli al seguito. Molo, anche se il tempo non è un granchè. Vengo calpestata da ogni parte, che davvero non capisco cosa ci sia di interessante da far vedere ai bambini in fondo al molo. Ma resisto, stoica e continuamente assonnata. Doccia, smalto, autostrada. Piango di commozione all'imbocco della sopraelevata, sussulto in buenos aires e tengo ancora i lucciconi in piazza tommaseo. Rivedo gente con quattro/cinque anni di più, ma sembra ieri, che io non posso crederci che non ci si vede da così tanto. Però il tempo fa il suo dovere, sempre e comunque. Il tizio per cui scappai da Genova per Milano tanto tempo fa diventa ufficialmente il mio spacciatore di polo RL e ridiamo e scherziamo e tra due settimane mi porta a conoscere la fidanzata nuova. Fino a Molassana per una pizza, fino a Righi per una festa, giù per Castelletto per un gelato che sembrerà assurdo, ma sto nel posto più romantico della città con quattro uomini che parlano di fantacalcio e mi vien da ridere e va be', vorrà dire che riderò. Ancora.
Il tempo è brutto, quasi piove, gioco alla piccola massaia che lava e stende, ma stirare proprio no. Aperitivo, recupero della racchetta lasciata al campo il giorno prima. Nutini piace un po' a tutti.
Siamo a lunedi mattina e io lost non l'ho ancora visto.

Lo dice .G alle ore 08:52 commenti



(venerdì, 15 giugno 2007)


Rolling
Pare che in questo periodo della mia vita tutto debba essere difficile e complicato. Pezzi di famiglia, seppur non troppo vicina, si sgretolano sotto gli occhi di tutti e siamo impotenti. La gestione della coinquilina mora rasenta la follia, che non posso farcela a combattere contro i mulini a vento. Zero ore di sonno, approssimando per difetto, alle spalle, occhiaie di dimensioni fantasmagoriche, visite inaspettate. Io vorrei un altro Lella Day in cui tutti mi vogliono bene e pensano solo a farmi sorridere. Magari una Lella Week. Nei miei sogni più reconditi spero davvero in un Lella Year. Anche se avrei paura della sensazione dell'ultimo giorno. Non si può stare tranquilli neanche dei sogni che subito riappare l'angoscia.

Lo dice .G alle ore 09:04 commenti (4)



(giovedì, 14 giugno 2007)


Through the looking glass
Sei scappata dall'ufficio di soppiatto ad un'ora indecente del tardo pomeriggio. Hai comprato quantità minime, ma decorose di cibo. Ti sei fatta un doccia, spalmata nella crema, indossato il pigiama di cui sotto. Hai apparecchiato la cena sul vassoio di legno che ti ha regalato papà. Accendi il pc, cerchi e esplori, ma l'ultima puntata di lost è rimasta in ufficio. Se non fosse che tu sei me e viceversa, quanto avrei riso per la tua faccia, davvero.

Lo dice .G alle ore 15:13 commenti