Considerazione su un agosto a milano
Uno dei lati positivi di andare in ferie quando tutti torneranno a lavorare è quel mese abbondante di decompressione dalle intolleranze quotidiane.
(mercoledì, 26 luglio 2006)
Una diversa accezione di persona corta
Alcune settimane orsono, ricordo che il caldo non era ancora devastante come adesso, un signore anziano vestito di verde venne convocato con urgenza a sistemare la fotocellula della porta scorrevole. Eravamo bloccati, chè la porta fa da congiunzione tra gli uffici belli e quelli brutti, e non è cosa carina lasciare poveri impiegatuncoli dietro a un vetro neanche troppo pulito. Fece il suo lavoro, il signore in verde. Non particolarmente veloce, piuttosto accurato per come aggrottava le sopracciglia impegnato con il cacciavite in mano. Per sera saremmo stati liberi, promise, e lo fummo. I primi giorni non mi accorsi nulla, per un'inverosimile sequela di coincidenze improbabili. Poi, la terribile scoperta. Io sola davanti alla porta, e la porta chiusa. Io in compagnia di un essere umano di qualsiasi foggia e colore, e la porta aperta. Sola, e la porta chiusa. In compagnia, e la porta aperta. Mi preoccupo, posso far altro?, di questi tempi la prudenza non è mai troppa. Studio la maledetta, la guardo, cerco di farmi notare cercando la direzione più propizia, ma la porta resta lì, sbarrata. Mi ritiro per manifesta incapacità e per evitare l'ilarità dei contabili del corridoio a fianco. Ad ora tarda, approfittando di uffici abbandonati e telefoni silenziosi, mi riavvicino alla fotocellula. Un dubbio, al guardo, poso la borsa in un angolo per terra. La fisso, spavalda. Mi alzo in punta di piedi e lì, in una sera umida ed afosa, finalmente riesco a respirare l'odore del cortile. E' ufficiale: son diventata corta.
Microbi, piccoli microbi, protozoi
Ti senti vecchia, incredibilmente vecchia, quando il tizio legato al palo, ubriaco e schernito da tutti non è amico tuo. Stava al tavolo a fianco.
De gustibus
Con questo caldo l'unica strategia possibile è svegliarsi all'alba, quando ancora il sole è ben lontano dal farmi pensare con nostalgia all'inverno. La colazione si è spostata sul terrazzino, dove almeno l'aria gira un po'. Mi trovo lì, quindi, a sorseggiare caffelatte davanti a cosmopolitan di giugno[1]. Mi si dice, intorno a pagina 128, che gli uomini troverebbero eccitante la propria fidanzata/moglie/compagna presa in infervorate discussioni su argomenti di spiccata competenza maschile. Gli esempi si sprecano, era di giugno, tra mondiali e tutto il resto. E' che questi giornali non prendono mai in considerazione il consorte, accidenti. Mi ritrovo a pensare quanta sensualità posso spandere chiacchierando amabilmente di batch e jcl davanti ad una tazza di thè.
[1]Punizioni corporali per chi scrive ancora articoli con le parole friends, boy e cazzate del genere.
La casa di mattoncini rossi
Per tutta una vita hai disegnato la casa dei tuoi sogni, l'hai decorata, poi cambiata, poi alzata di almeno un piano, poi hai deciso che volevi la soffitta. Poi il giardino, anche piccolo. E il guardaroba lungo e stretto. Poi ci pensi e decidi che sarebbe molto più fico un bar, al piano terra. Con un barista paziente che prepara Martini e ti ascolta quando non hai voglia di dormire.
(mercoledì, 19 luglio 2006)
Estate in casa Cupiello[2] E' mattina. Il sole è sorto da un po', ma non è tanto. Decido, in mutande e coi capelli arruffati, che è il momento di aggiornare l'ipod. Adesso o mai più, già che finalmente tutti gli mp3 della mia vita convivono sullo stesso supporto. Una volta pettinata, idratata e deodorata mi accorgo di una lentezza sospetta nell'aggiornamento del parallelepipedo rosa. Vuoi che sia perchè i sorgenti stanno su un disco esterno? Vuoi che sia perchè il toro è in congiunzione con l'ariete? Vuoi che sia perchè oggi è
San Kragon e con quel nome non può succedere nulla di buono? Aspetto, fiduciosa. Vestito, scarpe. Ancora. Aspetto. Ombretto, matita, mascara. Ancora, aspetto. Cambio le lenzuola. Ancora, aspetto. Riordino i sandali per colore, poi per altezza del tacco, poi per anni di possesso, poi per minuti di usura complessiva. Ancora, aspetto. Bussa la coinquilina, mora. Racconta, a raffica, non focalizzo se non dopo quelli che sembrano quindici anni, ma saranno secondi alla sua velocità. Il tema è un tizio che ieri sera si è seduto nella mia cucina. Che ha incontrato mentre lui era a cena con un'amica di lei. Che dopo averci praticamente provato ha scoperto che è fidanzato. Con una sua compagna di scuola delle medie. Ride, ancora, perchè poi, non si sa. Tasto destro, disconnetti. Esco di casa che nell'ipod ho solo articolo 31 e alex britti. Vaffanculo.
Taccodieci Il tacco a spillo può essere molto pericoloso. E
non solo per caviglie e affini.
(martedì, 18 luglio 2006)
Estate in casa Cupiello
E' arrivata l'estate, come tutti gli anni, anche in zona coinquiline.
Fa più caldo, lavano di più, dimenticano più spesso il bucato in lavatrice. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci. Zen.
Fa più caldo, innaffiano le piante più spesso, c'è più acqua stagnante nei sottovasi, sono più anche le colonie di zanzare che mi fanno compagnia in queste sere d'estate. Undici, dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici, diciassette, diciotto, diciannove, venti. Zen.
Si ha più sete, si mangia più frutta, le bucce di anguria, dopo un giorno, puzzano più di tutto il resto. Più spazzatura da buttare, da buttare più in fretta. Ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro, venticinque, ventisei, ventisette, ventotto, ventinove, trenta. Zen.
Fa più caldo, ma l'ho già detto. Si ha bisogno di letture più leggere, più leggiadre, più. Dipiù, mi trovo in casa, dipiù. for(n=30, n++) System.out.println( n ); Ah, zen.
(giovedì, 13 luglio 2006)
Campioni del mondo[3]
Per essere la mia prima settimana da campione del mondo, tranne la cana, il sole e qualche sprazzo di degenero che mi ha fatto sorridere, è stata proprio una settimana orribile. Qui si va via per il weekend; da lunedi, lo prometto, sorrisi scintillanti e allegria contagiosa. Da lunedi, però.
(martedì, 11 luglio 2006)
Out of home
Basta con queste insulse vacanze al mare, in montagna, nelle grandi città. Con quelle valige enormi da preparare, le macchine da caricare, i figli da zittire, la suocera da sopportare. Basta con gli aereoporti, i checkin, i caselli, gli autogrill. Le nuove vacanze, quelle del nuovo millennio, quelle che tra qualche anno mi verrete a dire che ho ragione da vendere, sono ben altre. Presuppongono l'aiuto di amiche, in numero minimo di due. Una di questa deve necessariamente cambiare città per tutta la durata delle vostre vacanze. Deve lasciare un'incombenza, una qualsiasi, dal ficus da innaffiare alla posta da ritirare, meglio se, come nel caso che prenderemo in considerazione, un cuccioletto peloso da accudire. La seconda amica compare adesso, automunita, sotto casa vostra, con bagaglio a seguito. Si parte. Il viaggio può durare dai dieci minuti alle quattordici ore, tutto dipende dal vostro senso dell'orientamento e da quante volte riuscite a percorrere corso sempione senza bestemmiare. La destinazione è la casa dell'amica fuori città, altra zona, altro quartiere, un mondo nuovo. Prima esporazione del territorio circostante, trovi il gs, il benzinaio, il tabacchino, il ristorante cinese. Spesa, cena, passeggiata con il cane. Il gas non si accende, perchè in vacanza pare brutto. Apri tutti gli sportelli per trovare piatti, bicchieri e ogni genere di stoviglia necessaria e non. Conosci signore brasiliane nell'androne. Anche noi siamo appena arrivate, si. Sonno ristoratore in un letto diverso. Sveglia, passeggiata mattutina con il cane, colazione, giornale e lavoro. Avanti così per un minimo di quattro giorni. Poi si carica la macchina, si saluta l'amichetta a quattro zampe, si ritorna a casa. Devo solo scovare il negozio di souvenir. Nel caso che no, presine gs per tutti, che sono anche in offerta.