Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

IO e PERCHE'
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(giovedì, 27 aprile 2006)


Nirvana
Arrivarci è stato tragico, che si sappia. Crisi isteriche, nervi a brandelli, umore tragico e shopping smodato. Ho camminato per le strade di milano fino al crollo fisico ed emotivo, per tornare a casa talmente stanca da non pensare ad altro che al sonno prossimo venturo. I risultati, grazie al cielo, quasi subitanei, non strillo più. Sorrido divertita, verso thè e aggiungo biscotti. Faccio cenni di assenso verso l'una o l'altra coinquilina. Con tutte loro parlo solo del tempo, dei fidanzati e delle cinture, che faccio fatica a considerare di buon gusto, di questi tempi. Stendo il bucato, ritiro quello asciutto, piego maglioncini e piccoli cardigan in cotone, sempre annuendo. Poi loro strepitano l'una contro l'altra e contro il coinquilino assente. Urlano, borbottano, si lamentano. Sorrido e verso thè.

Comincio ad avere la necessità di un servizio decente, una zuccheriera almeno.

Lo dice .G alle ore 12:52 commenti (2)



(mercoledì, 26 aprile 2006)


Gossip
Fonti autorevoli lo affermano: l'amica afgana si è palesata, ieri, in piazza del duomo intorno alle ore 17.00. Nessuna smentita finora, vi teniamo aggiornati.

Lo dice .G alle ore 17:36 commenti





Pensierino
Siamo almeno in tre a pensarlo, chi si unisce porti i biscotti che io preparo il thè.

via Akille

Lo dice .G alle ore 11:32 commenti (2)





She's fired
Chanel rimpiazza Kate Moss per il 2007. Ma a noi, Coco Mademoiselle non era mai piaciuto molto.

Lo dice .G alle ore 11:06 commenti (2)





Libération
Giornata di cappuccini appesi dietro alla porta, che fa tanto giovane fanciulla politicamente impegnata com'era un po' che non si vedeva. Giornata di pioggia, leggera; facce nuove, canzoni vecchie, piedi stanchi, ma non poi così tanto. Crostini, uova sode, pancetta, focaccia col prosciutto. Due ore scarse alle prese con l'indivisibilità dell'atomo, a immaginarsi una comune di signore attempate alle prese con le crocette. A correre al Sempione, si rimorchia meglio da gay o da etero?
La mia prima manifestazione liberatoria vera e il mio primo cinema milanese. Mi mancano la Scala e San Siro, poi me ne potrei anche andare.

Lo dice .G alle ore 07:02 commenti (1)



(lunedì, 24 aprile 2006)


sos
Qualcuno-mi-venga-a-salvare.

Lo dice .G alle ore 14:17 commenti (1)



(venerdì, 21 aprile 2006)


La soluzione
Pallore perenne? Colorito spento, opaco e noiosamente stanco? La soluzione, viso e corpo. Poi non dite che questo non è un blog impegnato socialmente.

Lo dice .G alle ore 09:28 commenti



(giovedì, 20 aprile 2006)


Address proof
Quasi iscritta alla biblioteca del paesino. Venti chili di terriccio iper fertilizzato sotto il lavandino in cucina. Una pianta di basilico in espansione e undici girasoli di tre cm di altezza ciascuno. Un, due, tre, chi più british di me?

Lo dice .G alle ore 10:26 commenti (4)



(martedì, 11 aprile 2006)


Metereopatia (post serio o perlomeno noioso)
Sarà il tempo, che così grigia Milano non la vedevo da tanto. Saranno le elezioni, che con un voto così solo chi fa politica può pensare ad un paese diviso e non, più semplicemente, stanco. Non ha vinto Prodi, nè Berlusconi; anche l'odio della gente verso uno o verso l'altro è allo stesso livello. A chi urla elezioni! Elezioni!, mi verrebbe facile uno scapellotto sulla nuca, che cosa può cambiare tra sei mesi? Abbiamo perso tutti, mi sembra evidente. Io mi estraneo, per un po', entro in letargo.

Lo dice .G alle ore 08:01 commenti (2)



(lunedì, 10 aprile 2006)


Non è falsa testimonianza
Voi continuate a parlare di elezioni, che forse anch'io ricorderò il 10 aprile come una data fondamentale della mia vita. E' che il giorno in cui voi tutti siate solo andati a votare, a me son toccate le palme. Le palme, a me, quella che all'inferno ha già prenotato il posto. La miscredente di famiglia. Le palme, e due marmocchi. E la pioggia, come se non bastasse, e un ombrello solo che non riparava neanche un po' nonostante fosse di un meraviglioso rosso Coccinelle. E i capricci, e la pipì, e quel passo strascicato che solo a cinque anni puoi ostentare. E il ritardo, arrivare quando tutti si stanno girando e vanno in processione verso la santa messa. Rubare un po' di ulivo, convincere il nipote bigotto che il buon Dio ci vuole bene lo stesso anche se siamo arrivati in ritardo, che le nostre palme sono benedette quanto quelle di tutti gli altri. E no, non verremmo fulminati all'istante. Un gelato e un lecca-lecca, ci son voluti. Ma la versione ufficiale, col parentame, è che ci siamo quasi annoiati a sentir tutta la benedizione.

Lo dice .G alle ore 08:05 commenti