(martedì, 28 febbraio 2006)
Perchè Sanremo è Sanremo, the day after
Causa colpo della strega salta il gruppo d'ascolto del sacro festival della canzone italiana e, in solitaria, resisto a mala pena a dieci minuti. Ricomincio a leggere, stravaccata sul divano, ancora con la copertina di lana e la tazza di thè, che l'inverno non accenna a finire, neanche un po'. E succede che, per tutta una serie di inenarrabili vicende Stefano Mancini, in arte Step, si ritrova in giro per la Thailandia con la fidanzata di turno, tale Ginevra Biro, che con tutti i modi in cui poteva farsi chiamare, ha scelto Gin, pietoso velo. I due si godono questa interminabile vacanza sole-mare, mare-sole e trombano in continuazione. Poco credibile, ne convengo, ma non è questo quel che mi turba. E' che una sera, travolti da un'insolita passione, il salto del coniglio fallisce miseramente perchè il sesso che fanno loro è sesso che offusca la mente (A Carrie piace il jazzista, ricordate?). Lei, a questo punto, comincia a farsi tutte le paranoie del caso, per carita, legittime. Non so ancora come andrà a finire, vi saprò dire, magari. Ma comunque, signor Moccia, mi dica, non trova un filo diseducativo fare fare sesso non protetto ai suoi personaggi? Nel caso le servisse una donzella gravida, per la sua storia, non sarebbe forse meglio un classico, forse anche banale, preservativo rotto?
(lunedì, 27 febbraio 2006)
Perchè Sanremo è Sanremo
La prima sera non si salta mai, un po' per tradizione, un po' perchè è da lì che si capisce se per tutta la settimana bisognerà trovare altro da fare. In compagnia, perchè da sole è una tristezza infinita. Le coinquiline non apprezzano il protarsi di certe tradizioni, però leggono Moccia e lo trovano me-ra-vi-glio-so. Io lo leggo in treno col consorte, che sembriamo un po' malati a leggere in due lo stesso libro a pagine diverse, am non abbiamo altro ed è tutto dire. La sveglia di oggi ancora all'alba e stramazzerò di qui a poco. E' lunedi, alla fine, di meglio non potevo fare.
(venerdì, 24 febbraio 2006)
...
Non posso lasciare questo posto per poco più di un giorno che già si vedono le crepe sui muri.
(mercoledì, 22 febbraio 2006)
12-88 gioca e vinci Io l'avevo
già detto che li adoravo, i due mostriciattoli. Ma adesso che puoi anche
inviare le rime con ottantotto e vincere il cd di Bobby Solo, accidenti, non posso più farne a meno.
via Akille
Primavera Ah, io ho comprato le
zeppe.
BeBeep In quello che ormai è il mio momento preferito della settimana, consorte-divano-the-biscotti-
cricket, succede che una pubblicità risvegli la mia attenzione e il mio torpore. C'è questa tizia che si sta cercando di sposare con questo tizio pure belloccio. La chiesetta è di quelle piccole in campagna; il prete, bonario e pacioccone, pronuncia la frase del
parli ora o taccia per sempre e la fiesta della tipa comincia a suonare il clacson. Lei scappa, sale in macchina e fugge via. Ma c'è anche in Italia, questa, la conosco! E comincia il mio neurone a macinare elucubrazioni senza senso. La fiesta della tizia, in Inghilterra, ha la guida inglese, da noi no, mi sembra evidente. Replicano due volte l'ultimo pezzo con due macchine, una inglese e una no? E la tizia l'hanno presa al casting perchè sa guidare in tutti e due i modi? L'idea di un riciclo delle immagini rovesciate si insinua nella mia testa malata. Devo controllare! Ho controllato, ieri sera. La targa, fatta solo di lettere e numeri rovesciabili, è sempre la stessa, rovesciata. E dato il formato della targa posso affermare quasi con certezza che la macchina è inglese e noi ci prendiamo il rovesciamento. E' che dovevo solo dirlo a qualcuno.
Flip!
Io dovevo andare a dormire presto ieri sera, lo vedete che ore sono? E sono in ufficio, già, stanca, sbadiglio in ogni direzione. Dovevo andare a dormire presto, dicevo, ed erano le otto e mezza o giù di lì, mi vergognavo un po' che neanche il nipotino corto crolla a letto alle otto e mezzo. Accendo la tv, finisce il tg2, il promo di lost. Che qualcuno me lo ricordi nel caso io rifugga la televisione da qui alla catastrofe aerea. Si apre il collegamento, il palavela. Prevedo la tragedia che incombe. Le pattinatrici. Ho dormito cinque ore. E se a me Caroline Kostner sta discretamente antipatica, per cui posso essere di parte, riuscire a dire che le sue parole sono da vera campionessa, davvero, non si può. Non ha neanche mai messo un complemento oggetto, lei.
(martedì, 21 febbraio 2006)
Qualcuno sta insinuando che invecchio E' pur vero che ogni volta che mi ritrovo a londra la sera non mi rinchiudo mai in un locale ma vago tra le piccole stradine del centro, però sapere che non potrò mai
entrarci, vista la lunga lista d'attesa che mi renderebbe troppo vecchia, be' scoccia.
(lunedì, 20 febbraio 2006)
La corsa sui tacchi a spillo Come rovinare un paio di scarpe da trecento euro, farsi venire un infarto e perdere le caviglie, tutto in una volta sola, via
Leibniz.