Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

IO e PERCHE'
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(mercoledì, 30 novembre 2005)


Ricettazione/Follia
Necessità di nuovi spazi, disordine e confusione mentale, mi costringono a malincuore a liberarmi di un po' di cose: giacche, vestiti e, perlamiseria, scarpe. Il catalogo online su flickr in tempi brevi, vediamo come va. Nel caso vada male i prezzi di EasyBox sono accettabili?

Lo dice .G alle ore 10:47 commenti





Stitch & the city
Quando penso di poter cucinare e nutrire le giovani fanciulle del circolo del ricamo (che a far la maglia son rimasta solo io) e comincia a nevicare che neanche la notte di Natale scende giù così, dovrei fermarmi e riflettere. E magari ordinare pizza. I vetri sono appannati, due tortillas, una troppo cotta, una troppo cruda, stanno nella spazzatura. La pasta è troppo al dente, l'acqua in tavola un po' troppo calda, il pane disperso nella bufera. E' che mi vogliono bene, loro, sempre che sopravvivano alla giornata. Riservo la prognosi fino a domani; se passano le quarantotto ore, non ho avvelenamenti sulla coscienza. Tema del giorno: stupidità evidente degli uomini ricchi, discussione con esempi; pecore nere in famiglia e regali restituiti: quale è peggio? Settimana prossima, il tema natalizio: Son tutte incinte le donne del mondo? Pregi e difetti delle amiche col pancione. Podcast su richiesta, pagamento in calzature. 38, grazie.

Lo dice .G alle ore 09:29 commenti (4)



(martedì, 29 novembre 2005)


Credo
Io non ho ancora ben capito in cosa credere e in tal caso, come. Partiamo dal presupposto di credere in un'entità superiore, tanto per cominciare. Dovrei credere in un dio o in tanti? Se scelgo l'approccio monoteista è solo perchè averne uno è un po' più comodo nelle preghiere della sera? Se mi muovo in direzione politeismo, è perchè sostengo l'arte del delegare? Supponiamo che si scelga un solo dio, che sembra più semplice. In tal caso, con che criterio scelgo Dio o un altro nome? E se scelgo Dio, che ne senti parlare da un sacco e lo consiglia anche la mamma, quale scelgo? Quello con la santa trinità, buono e col figlio sceso in terra o quello burbero che però apre il mare in due all'occasione? E quale chiesa? Ce ne sono mille. E vorrei saperlo, da chi crede con convinzione e fede e tutto il resto, con che crietri hanno scelto, perchè io, da sola, non so neanche scegliermi il dentista. E devo fare la pulizia dei denti con una discreta urgenza. Per questo motivo, al momento, mi limito a sorridere a tutte le opzioni senza in realtà condividerne nessuna appieno. Cerco di non pensare troppo prima di scegliere, confidando in una sorta di destino che qualche sorpresa dovrà pure riservarla. Mi ritrovo a soppesare, sulla strada di casa, se andare a destra piuttosto che a sinistra. E se giro a sinistra, come ieri sera, e la vetrina che volevo vedere lungo la strada non è poi un granchè, mi basta alzare lo sguardo per vederla la sorpresa a me riservata: la coinquilina, quella bionda, che si fa fare le carte. Le carte, perlamiseria, da una sedicente cartomante napoletana scafatissima che si limita a dirle quello che si vuole sentire dire, che per venti euro glielo dico anch'io senza stare tanto al freddo. Si fa anche leggere la mano, e che disperazione per quella linea dell'amore così frastagliata. Io non vorrei essere così sfiduciata nei suoi confronti, signora cartomante. Ma se devo credere in qualcosa, che almeno sia gratis, che lo stipendio non basta mai.

Lo dice .G alle ore 14:36 commenti





Let it snow, let it snow, let it snow!
Vedete cosa succede quando solo penso di dover cucinare? La neve. Ecco.

Lo dice .G alle ore 08:21 commenti



(lunedì, 28 novembre 2005)


Meno tre
Come fanno le signorine inglesi a girare in gonne inguinali e sandali senza calze a meno tre? Chi sa, parli. E se ci sono pastiglie anche per quello, voglio il nome dei fornitori.

Lo dice .G alle ore 15:44 commenti (2)





Pianificazione
Siamo giunti al momento dell'anno in cui si stende il piano e il relativo budget dei due mesi a venire. I regali di Natale e poi i saldi richiedono precisione e spirito di sacrificio al fine di arrivare alla fine di gennaio con ottimi risultati e il minor dispendio di forze e denaro. Quindi, qualcuno di voi mi sa dire qualcosa dei saldi di Church's?

Lo dice .G alle ore 13:43 commenti





Il conto, grazie.
Senza cappello, che quello perfetto si è materializzato in un negozietto intorno a piccadilly con circa ventiquattr'ore di ritardo. Con uno stupore forse eccessivo dipinto sulla faccia a tinte indelebili, chè non sono abituata ad essere così servita e riverita di tutto punto. Un ragazzino biondo, spaurito quanto me, che passa la sua giornata a riempire il mio bicchiere, a porgermi il cesto del pane, a custodire il mio tovagliolo ogni volta che mi alzo. Il caffè, con le zollette e quattro piccoli dolcini, davanti al camino, su poltrone morbide e colorate. Il giardino che in altra stagione deve provocare incanto e meraviglia. Il laghetto ghiacciato, i bagni profumati di vaniglia, un signorotto di mezza età, Robin, che corre intorno alla macchina per aprirmi la portiera ogni volta. Londra di sera, tutta luci e musiche e rumori, il freddo che non si sente quasi. La cioccolata di Starbucks, i negozi sfavillanti, splendidi alberi di Natale in ogni dove. Harrod's di notte, illuminato a giorno, Chelsea e Fulham con le luci di Natale alle finestre. Mi sveglio davanti alla porta di casa, che magari mi sono inventata tutto.

Lo dice .G alle ore 11:32 commenti



(venerdì, 25 novembre 2005)


La vera storia del contatore elettrico e altre disavventure
A parte Abissi, che è interessata al funzionamento della corrente elettrica di casa mia perchè se no poi non riesce a ricamare, a tutti gli altri non interesserà molto. Ma sono ancora furibonda, isterica e nervosa, per cui ecco la cronaca vera, la pura realtà, sulla storia del contatore.
E' mattina, presto. Fa tanto freddo. La coinquilina bionda accende lo scaldino perchè sta assiderando. Io faccio partire la lavatrice carica di praticamente tutte le mie mutande, si è già detto che svaniscono nel nulla, no? Sono praticamente ridotta all'osso. Tento di vestirmi, combattendo il freddo con il getto d'aria calda del phon diretto sulle parti interessante dallo svestimento graduale. Non appena la coinquilina mora fa partire il microonde, bum, buio. Con la candela in mano controllo il salvavita che ovviamente sta benissimo. Dico alla coinquilina mora di controllare il contatore in cantina visto che è vestita. Io sono ancora in pigiama e avvoltolata nella coperta, mi metterebbe male scendere due piani sotto conciata così. Ti aspetto, mi dice, andiamo insieme. E' che vorrei vestirmi con della luce, che a tirare su la tapparella fa quasi più buio di prima. La convinco. Scende. Torna su dopo poco perchè ci vuole la chiave per andare in cantina, e no, non lo sapeva che serviva la chiave. Dove sta la chiave? Con le chiavi, mi sembrerebbe ovvio, nella ciotola in cucina. Riparte. Tento di prelevare calzini di un colore decente dal cestone, comincio a vestirmi a lume di candela. Romantico, no? Torna che i contatori vanno tutti in cantina. Che faccio, urlo? Piango? Mi vesto. Lei esce e va al lavoro, la coinquilina bionda esce e va al lavoro. Esco e vado al lavoro anch'io e passando davanti alla porta della cantina provo a combattere la claustrofobia imperante e ad aprire quella maledetta porta. Mi gira la testa solo a vedere la scala a chiocciola, scappo via nonostante il pensiero del freezer e del frigo spenti che coleranno fiumi d'acqua per tutto il giorno. Arrivata in ufficio, mando una mail alle due chiedendo se, perfavore, chi torna a casa per prima potrebbe scendere in cantina con uno dei ragazzi del garage a fianco e sistemare la situazione. Una esce presto ma va dall'oculista e poi a un corso del piffero, l'altra ha da fare, vien da chiedersi, ragazze mie belle, se proprio oggi sia l'unica giornata in cui non siete a casa alle cinque e mezza ad occupare per ore il bagno a turni. Arrivo per prima, come previsto, chiedo aiuto al ragazzo del garage, ma non ho il coraggio di dirgli che so benissimo qual è il problema ma sono terrorizzata dagli spazi angusti, faccio la bambina sciocchina e mi accompagna. Lui sta ancora lì a capire cosa fare davanti a tutti i contatori che la levetta è rialzata, la corrente è tornata, il contatore, oh, gira di nuovo. E prima era fermo, ci credereste mai? A casa un piccolo laghetto si allarga dalla cucina, mi cambio e comincio a passare lo straccio. Sbuffo, impreco. Appena finito, oh, arrivano tutte e due. Sto seriamente pensando all'omicidio, quanti anni sarebbero? La mora riesce, la bionda occupa il bagno. Fa freddo, un freddo polare. Il timer dice che è tutto acceso, la caldaia non dà segni di vita. Devo aprire lo sportello della caldaia? Lo devo fare? Lo sapete cosa troverò, vero? La pressione non c'è, la lancetta sta piegata verso il basso, sembra quasi verticale. Il tasto rosso del blocco è acceso forte forte che sembra quasi un'astronave. Apro la valvolina, sento l'acqua che passa veloce, la caldaia che si accende, la fiammella che sbrilluccica. Ci vorranno altre due ore prima di poter togliere la giacca o la coperta.

Lo dice .G alle ore 12:17 commenti (2)





Presa!
La cosa bella di un portatile è che, supposto sia sufficientemente carico, te lo puoi portare in giro per la casa (in giro per la città no, siamo in attesa di un portatile più piccolo e leggero). La cosa bella di un disco esterno da 160 giga è che puoi spostare tutta la cartella della musica di itunes sul disco esterno ed evitare messaggi del tipo spazio su disco insufficiente. Se poi avessi saputo che il disco esterno per funzionare necessita di una presa di corrente, forse non avrei fatto la faccia che ho fatto. E visto che non ha neanche una presa normale ma quella tedesca, come il pc ovviamente, e visto che di adattatore ne ho uno solo, mi ritrovo a fare strani balletti tra attaccare uno e staccare l'altro. Son talmente stanca di tutto questo che credo che non riaggiornerò l'ipod almeno fino a Natale.

Lo dice .G alle ore 10:16 commenti (1)



(giovedì, 24 novembre 2005)


Appunti di fine giornata
Ricordarsi che le visite mediche che prevedono denudamenti vari vanno fatte in estate, o perlomeno non alla fine di novembre. Arrivare in anticipo alle riunioni è stupido, poi ti siedi davanti al tuo capo e ti guarda torvo tutto il tempo. Fare la pipì prima di una riunione può essere d'aiuto a non fare strane smorfie durante la stessa. I tacchi sono una cosa scomoda, ricordarselo prima di pagarle le scarpe, non dopo. Avere sempre il numero di un omuncolo residente in zona Moscova, che è saltato il contatore e ho paura ad andare in cantina da sola. Spiegare a chi legge che questa è una richiesta ufficiale di aiuto, chi sta in zona?

Lo dice .G alle ore 16:59 commenti (2)