(domenica, 30 ottobre 2005)
Diario di bordo [2]
Avete presente quelle giornate aziendali in cui i genitori portano al lavoro i figli e l'atmosfera di gioco e calore familiare svanisce dopo il primo caffe' causa pandemonio abissale con costrizione del genitore di lavorare sul serio? Ecco, la situazione sembra essere quella, in questo frangente. Io ho all'incirca cinque anni, sto seduta alla scrivania di papa' e per farmi stare buona ho un computer, internet, forbici, carta, colla e piccoli post-it gialli. Adesso sto costruendo una rubrica telefonica con un bloc-notes. Poi fra un po' gli faccio un ritratto con dieci dita per mano e gambe lunghe lunghe cosi' se lo tiene li' appeso come ricordo.
Prove tecniche di inglesita'
Gia' che ci siamo, costrette da un improvviso quanto prevedibile turno di lavoro domenicale del consorte, proviamo a vedere come sarebbe. Mi trovo, al momento, negli uffici di una nota assicurazione britannica a sud di londra. Non ho niente da fare e intorno a me dicono cose incomprensibili: una normale giornata di lavoro, dunque. Se non fossi considerata alla stregua di un ornamento da tavolo, sarebbe difficile farmi gli affari miei: per un'assurda per quanto elaborata disposizione dei tavoli, almeno tre persone possono vedere cosa fai in ogni istante. E cio' e' di una cattiveria assurda. (In questo istante il consorte mi ha appena chiesto can you search in lookup the Sanhil's number? E' l'inizio della fine. Per ora rido poi si vedra'.) Il caffe' e il cappuccino e anche il brodo di pollo sono gratis, ma sono quanto di piu' terribile io abbia mai dovuto assaporare. Anche l'acqua e' gratis, ma in bicchieri: ogni quarantacinque secondi mi tocca alzarmi con il mio bicchierino bello bello e riempirlo. Va gia' bene che sono vicina. Non ho ancora scoperto dove sta il bagno, attendo fiduciosa un momento di calma, anche perche' i colleghi del consorte mi capiscono quando parlo (il segreto sono frasi smozzicate di semplicita' estrema e proposizioni che van bene per tutto the cat is on the table, the window is open) ma io non riesco a decifrare una sola parola non appena aprono bocca. E dovro' anche pranzarci, accidenti, ma ho un piano diabolico per il pranzo che consiste nel mangiare tutto il tempo e annuire vigorosamente. Magari ridere ogni tanto. Si fuma in terrazza che col tempo di oggi e' ancora piacevole, giusto un po' di vento. Ma ci sono tavoli e seggiole e un panorama discreto. Avrei bisogno di una compagna di sventura per apprezzare del tutto la situazione. Torno a leggere. Non garantisco aggiornamenti, dipende da quanto mi annoio.
Tutto il mondo e' paese
Doveva essere un post lungo e articolato, prima che splinder del piffero se lo mangiasse con la scusa che il server e' a messa, data l'ora e il giorno in cui. Volevo solo dirvi di come sia riuscita a stare in coda tutta la sera all'aereoporto di Verona, nonostante gli unici esseri viventi presenti nel circondario fossero i passeggeri del volo british airways per london gatwick delle 21.20: venticinque persone, trenta col personale di terra, il barista e l'uomo delle pulizie. Che Villafranca di Verona, il buon signore deve aver dimenticato di trascriverla sul suo taccuino delle citta' da illuminare ogni tanto. Che la nebbia puzza di letame da quelle parti. Che riempo sudoku a velocita' considerevoli, ormai. Che con la storia del pessimismo cosmico e che anche il tuo vicino puo' essere un terrorista, non si chiacchera piu' col vicino di seggiolino e ci sia annoia all'infinito. Che io lo so, biondino gay con cui convivo fin dalla stazione di verona, che volevi chiedermi vanity fair in prestito. E io ti avrei chiesto il corriere che era finito in aereoporto. Avremmo detto due cazzate sul tempo che non passa mai in aereo e ti avrei anche dato la mia porzione di riso basmati. Invece ho passato due ore cercando di addormentarmi con il puccipucci dei vicini di fianco.
Diario di bordo [1]
Sono viva, cosa credete? Semplicemente un po' in ferie, grazie al cielo. Usufruisco del computer del consorte, della rete wireless(che figata) dell'assicurazione in cui il consorte lavora, ho pure cappuccini gratis in quantita' industriali, per quanto siano cappuccini inglesi. Non ho le lettere accentate, d'altra parte, e non riesco mai a trovare quello che mi serve su queste strane tastiere. Comunque, la pannocchia e' qui con me, e vi saluta. A parte qualche problema per convincere la signorina british a non imbarcarla nella stiva, siamo qui sane e salve, tutte e due. Dio salvi la regina. Finche' ho rete, posto.
(mercoledì, 26 ottobre 2005)
Una pannocchia per amica
C'è che la pannocchia ha più fiato di me. Ecco.
(martedì, 25 ottobre 2005)
Pannocchie, sempre, ovunque
Volevo andare a correre stasera e raggiungere il fatidico numero tre. Adesso prendo la borsa e la sciarpa e vado a casa. Se non fosse per questa fastidiosa pannocchia gigante, arriverei anche in tempo per una bella corsetta. Ci vediamo al sempione, tra quaranta minuti. Io sarò quella azzurra con la pannocchia. Fatevi riconoscere, su.
Question N.4
| You Passed 8th Grade Math |
Congratulations, you got 9/10 correct! |
Visto che 9/10 mi fa abbastanza schifo, qualcuno che mi dica la risposta esatta alla domanda numero 4, perchè io proprio non lo capisco.
If x + 4 1/3 = 7, what does x equal? a) 3 1/3 b) 2 2/3 c) 3 2/3 d) 11 1/3
Accidenti E' cascata la
pannocchia. Sono una vergogna, lo so.
(venerdì, 21 ottobre 2005)
Utilità/Servizi
Per chi è arrivato qui cercando cartina fermata metropolitana vicino via montenero milano, è facile facile. Porta Romana, sulla gialla. Poi il 9 o il 29 in direzione repubblica. Un paio di fermate, forse tre e sei in Via Montenero. Già che sei lì, se può servire, lo spaccio di Etro in Via Spartaco. E lungo la strada tra Etro e cinque giornate un altro spaccio con vestiti di Versace appariscenti ma carini. Non garantisco acquisti scellerati, però. Io ho comprato solo un cappellino da Etro e l'ho messo, credo, non pù di due volte.
English Grammar, lesson one
Ad avere un consorte suddito della regina, scopro che, alla fine, anche gli inglesi hanno problemi con la loro a me osticissima lingua. Laureati col massimo dei voti, seppur giovanissimi, hanno enormi problemi nel distinguere its da it's e chiedono continue conferme al di là della propria scrivania. E mi rendo conto di non esser l'unica che prima di scrivere qualcosa lo cerca su google per verificarne la correttezza. Loro usano lo spelling, ma non quello che ci hanno insegnato in quinta elementare con le letterine dell'alfabeto. Ad ogni lettera c'è la sua parola, unica e sola, pronta ad identificare univocamente di che lettera dell'alfabeto si stia parlando. E imparare questo nuovo alfabeto non c'è canzoncina che tenga, è un casino, punto e basta. Col consorte siamo all'inizio: Alpha, Bravo, Charlie, Delta. [Pausa]. Mother. [Pausa]. Roger. [Pausa]. Whisky. In attesa di completamento.