(venerdì, 30 settembre 2005)
Piccolo il mondo
Non avendo ancora capito bene come funzionano le
related pages di gmail, tendo a passarci sopra come aria fresca. Poi ci faccio caso una volta, per caso, e mi ritrovo
.mau., lì, correlato alla mia mail.
Passatempi
Io, a quelli che fanno i rumori e i versi schioccando la lingua o soffiando nelle penne o fischiettando allegramente, li ucciderei con spargimenti di sangue di dimensioni notevoli. Il dirimpettaio barbuto si ritenga avvisato, quindi.
(giovedì, 29 settembre 2005)
Relitti d'ordinanza
Il primo era un signore di una certa età, la seconda una ragazzina del liceo. Sempre sulla gialla, in duomo, nello stesso punto. A Milano ci sono almeno due persone che non solo possiedono, ma anche utilizzano il walkman. Quello con le cassette.
Una lavatrice affamata
Ma solo a me, all'improvviso senza neanche avvertire un attimo, spariscono le mutande probabilmente inglobate dalla famelica lavatrice? Perchè io lo so che erano almeno quindici. E adesso, se non lavo ogni tre giorni è una tragedia. Urge approvigionamento.
(mercoledì, 28 settembre 2005)
Numero sconosciuto
Squilla il telefono e già nel primo pomeriggio penso al peggio. Il numero è un wind, non in memoria. Sto già pensando all'accettazione di un pronto soccorso che mi avverte di disgrazie di portata catastrofale. Pronto, è disperazione. Ed è Giorgia, uh Giorgia, quant'è che non ci sentiamo. Stai bene?Be' si, perchè lo dici con quell'aria preoccupata? Son successe un po' di cose, negli ultimi tempi, il tram, le scale, la banchina del treno, però sto bene, cavolo, si. Mi ha detto Mattia che ti sei fatta male ad un ginocchio. Mattia? Chi è mattia? Conosciamo un Mattia io e te? E un ginocchio? No, il ginocchio sta bene, tutti e due a dir la verità, forse un po' l'artrosi e i reumatismi, ma stanno bene, tranquilla. Perchè sembrava che ti fossi fatta male sul serio, sembrava. Tesoro mio bello, ti giuro che sto bene e che le mie ginocchia stanno quasi da Dio, vuoi una lastra? Te la mando, per carità, non mi mettere ansia. Giorgia, però piccina, sei sicura che stai parlando con quella giusta?
No, non sta parlando con quella giusta, una mia omonima si è fatta male ad un ginocchio e un po' dispiace, ma non sono io quella col ginocchio spappolato e va già un po' meglio. Però.
Gmail, compose mail, giorgia, Ma da che numero mi hai chiamato? New mail Io non ti ho chiamato. Oh. Nuovo messaggio Chi sei? Dove mai ti ho conosciuto? Perchè tu hai il mio numero e io il tuo non lo conosco? Sei il fantasma dei natali passati, presenti, futuri? Sento le voci delle persone morte? Risponde con delle kappa, delle faccette e dei simboli, son troppo vecchia per decifrarlo. E come posso conoscere qualcuno che scrive così? Dovrò rivedere la mia politica di distribuzione numero di cellulare, ecco. Comunque, si rivela, dopo estenuanti tentativi di traduzione e comprensione del testo, una tizia con cui condividevo la tratta Genova-Savona quando ancora ero una giovane fanciulla universitaria. E la ricordo simpatica, carina, neanche tanto più giovane di me, per dirla tutta. Io tutte quelle kappa non me le ricordo mica.
Ltn-Bgm
Se non avete anime pie pronte a venire a salvarvi in piena notte, evitate il Luton-Bergamo della sera. Io continuo a dirmelo tra me e me, come un mantra, ma dato il posto in cui mi trovo, direi che ci sono cascata. Di nuovo. Sto seduta sulla pensilina di Piazza 4 novembre, quella dell'autobus per sesto. Al mio fianco, quel che si direbbe una prostituta, probabilmente nigeriana, dalla lingua incomprensibile e dai pantaloni bianchi a fiori rosa immacolati. Potete chiamarlo meltin pot, io faccio la figura di quella che non apprezza la varietà del multietnico. Soprattutto in centrale, a quest'ora. Un tizio di una certa età, ma col cappellino da baseball, ha appena gridato alla nigeriana che stasera ha da fare, magari domani, e lei ha grugnito. L'ha raccolta un tizio su una Uno verde bottiglia, scassata. Io la saluto con un gentile Buonanotte e lei saluta me con l'inconfondibile grugnito. Comincio a scrivere e da lontano arriva, il mio salvatore, servizio 795. Per gli allertati, una comunicazione di servizio: di scandagliare la martesana alla ricerca del mio cadavere, magari la prossima volta.
(martedì, 27 settembre 2005)
In attesa
Ho un post già bello e pronto sul tragico ritorno a casa. Sta sulla quarta di copertina del libro di Hornby, arriverà. Portate pazienza.
(venerdì, 23 settembre 2005)
Della serie
Attendevo il lunedi con ansia, in modo da comprare anche l'ultimo dei dvd di Sex and the city con tivvùsorrisiecanzoni e uscire dal tunnel delle raccolte a puntate. Scopro prevo stamattina, ferma all'edicola in attesa del resto di vanity fair che panorama comincia con ER, la prima serie, quella bella. Io, ancora non lo so se ci cascherò, anche se propendo per il si. Comunque io ve l'ho detto.
Astensionismo insulinare
Supponiamo che
funzioni davvero per tutti i diabetici di tipo uno, che non son pochi. Supponiamo che basti una lista d'attesa e un biglietto aereo per Miami per guarire dalla schiavitù dell'insulina e delle crisi e dei kinder bueno alle tre di notte perchè la glicemia sprofonda e dove arriva non si sa. Non sarebbe bello, o perlomeno giusto, se al check-in si dovesse mostrare la tessera elettorale oltre al passaporto? Così, giusto per dire.
via Sasaki, per dirla tutta
(giovedì, 22 settembre 2005)
A mezzanotte sai
Nella notte il ministro dell'Economia abbandona il governo. Non voglio stare a sproloquiare del perchè l'abbia fatto, e non è questo il luogo per farlo, per carità. Ma perchè di notte? Mi trovo costretta al mattino, davanti al tg5, quello con le notizie ridotte a frasi smozzicate, con addosso le scarpe, ancora alla ricerca dei pantaloni, ad immaginarmi Siniscalco che bussa alle porte del presdelcons in piena notte. Quello apre, in pigiama (che m'immagino un camicione a righe verticali con papalina coordinata) e riceve le dimissioni del ministro davanti ad una tazza di thè (a quell'ora non vorrai mica fare il caffè?). Fini che sbadiglia in un angolo, in attesa del ritorno a casa, che l'ha accompagnato si, ma non riesce a non pensare al letto e al sonno perso.
Un po' come quando la chiara ha mollato gigi e lui ti ha chiamato alle tre del mattino per dirti che è una stronza, la chiara. E tu gli hai detto passa che ne parliamo. E avete fatto mattina sulle scale di via Sapeto, a Borgoratti, con la birra in bottiglie da sessantasei, che in estate il thè fumante è una cosa orribile.