Lellina

Un quarto di secolo giusto giusto, maniaco-compulsiva, scarpe oltre le sessanta. Non mangio pizza, non tocco pomodori. Quel che mi succede è tutto qua, almeno in gran parte. Quel che mi è successo resta sparso, quel che mi succederà, chissà.

Ogni riferimento a fatti e persone è probabilmente frutto dello cattiva digestione del mio neurone Poldo.

IO e PERCHE'
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(giovedì, 30 giugno 2005)


Tesoro
Il paese è piccolo, la gante mormora, si diceva, e soprattutto quando è gratis è sempre presente. Ho visto giovani metallari in maglietta degli Slayer presenziare al concerto di Anna Oxa sullo stradone in fondo al quartiere. Ma il paese è piccolo, per l'appunto, gli eventi dell'anno tre, compresa la processione del santo patrono, con costumi medievali e quaranta gradi all'ombra.
La città non è piccola, anzi è enorme. Le occasioni di svago molteplici, che non si dica che qui i giovani non hanno niente da fare, anche troppo in realtà. Ma tu, tesoro, mi porti a casa il calendario di ogni manifestazione culturale milanese, compri il corriere solo il mercoledi che ti danno il libriccino delle cose da fare. Il tai-chi la domenica nel parco, che, ti piace? No, ma la prima lezione è gratis. Riccardo Muti che racconta le difficoltà del suo mestiere, ma che fa nella vita quest'uomo?, il direttore d'orchestra, tesoro. Lou Reed che declama poesie di Edgar Allan Poe, e ti assicuro, tesoro, che il suo cognome non si dice red, ma rid. E' mattina, un po' più tardi del solito, mi racconti del tuo stralcio di serata con LouRed. Si, tesoro, lo so che è sua quella canzona che fa du-dudu-du-dudududu.

Lo dice .G alle ore 15:23 commenti





Father and son
Forse dovrei vergognarmi un po' di me stessa quando mi ritrovo il mercoledi davanti all'ammiraglia mediaset. Davanti al tracotante esempio di quanto la fiction italiana sia spaventosa e senza via d'uscita. Ma io questa ragazzina che all'improvviso s'innamora dell'amico del fratello che le gira in casa da una vita, non perchè lui sia dolce e magari carino e magari perchè la venera dalla prima puntata ma solo perchè non è più intatto anche se non scafatissimo come il trecciolone, a me piace. E mi fa morire Silvio Orlando che liquida la Belvedere come solo un playboy consumato saprebbe fare, lui con quell'espressione da cane infelice che di bello proprio non ce n'è. Una Massironi che sa del tradimento e aspetta che sia lui a confessare per dirgli non me lo dire, non voglio ricordare questo momento e perdonarlo quattro ore dopo. Il ragazzino che vuole morire giovane, l'andrologo veronese che da una puntata all'altra vince un'anima e anche profonda. La suora e il pediatra, che c'è del tenero, e lei ovviamente è una modella indiana con un velo azzurro in testa. Il ginecologo dagli occhi del mare, che forse comincia a capire che l'amica non è solo amica ma innamorata alla follia. E poi la sigla[1] che non dice niente, ma a me fa ridere il cuore,e non me lo spiego perchè, giuro. E' banale, smielato e tragicomico dove il comico non fa ridere. Ma ormai resto davanti alla tivù. Serena ha una pancia enorme e Manila tra poco nasce. Dopo quello, forse, la fine.

Padri e figli

[1]"Prima era prima", Daniele Silvestri

Lo dice .G alle ore 14:58 commenti (2)



(mercoledì, 29 giugno 2005)


Anguria fresca: tre euro e cinquanta
Io non vi capisco, amici miei, non vi capisco proprio. E vi sorrido, sconsolata, che vorrei essere a casa a combattere il caldo il mutande e reggiseno come si conviene alla temperatura di questi giorni. Mi avete portata qui, amici cari, quasi sulla circonvallazione, tra lo smog e le zanzare, per una fetta di anguria, rosa in effetti, da tre euro e cinquanta. Che al DiPerDì sotto casa ne compravamo una intera. Stavamo sul terrazzo, tutti in tenuta balneare, al profumo del geranio, della menta e degli zampironi. Ci si poteva lavare le mani, alla fine, e anche i denti in un eccesso di igiene maniacale. Non sanguinerei da un piede, vittima degli insetti di periferia. Vi avrei salutati sul presto, perchè son giorni che vedo l'alba col caffè in mano, su questo stesso terrazzo. In questo momento non puzzerei ancora di off, nonostante le due docce in meno di ventiquattro ore. Non sarei così stanca, nè così stremata. Non scriverei neanche questo post, mi sa.

Lo dice .G alle ore 15:46 commenti (2)





Ma ci conosciamo?
A Milano conosco un po' di gente ma non incontro mai nessuno, per caso, di quelli che conosco. Poi succede che ferma al semaforo in Largo La Foppa, mi passi davanti un noto comico milanese. E io mi sporgo avanti, sorrido, faccio per salutare. Grazie al cielo rinsavisco, abbasso il braccio. Ricomincio a camminare con gli sguardi della gente sulla schiena.

Lo dice .G alle ore 15:27 commenti (2)





Cortesia
Noto con piacere che il servizio clienti della telecom, il 187, per quanto mantenga inalterata l'attesa di collegamento con l'operatore, attestata intorno ai 15 minuti, si è evoluta in messaggi più cordiali e meno pretenziosi Effettivamente c'è molto traffico e gli operatori sono impegnati oppure abbiamo ragione di pensare che il primo operatore disponibile sarà messo in contatto con lei. E soprattutto Frank Sinatra in sottofondo, che se lo lasciassero finire sarebbe un piacere.

Lo dice .G alle ore 11:37 commenti





...
Due vetrine vuote con alle spalle un negozio vuoto. In via Paolo Sarpi. E scritto grosso sul vetro Marc Jacobs.

Lo dice .G alle ore 07:12 commenti



(lunedì, 27 giugno 2005)


SOS: Message in a bottle
Non amo chiedere aiuto, vittima di un'educazione molto "fai da te" in ogni senso. Evito fino all'ultimo la richiesta, seppur legittima, di un interlocutore paziente nell'ascoltare la cronaca dell'avvenimento sconvolgente ripetuta mille e più volte. Poi succede, a volte, che esploda tutta insieme questa necessità. Valanghe di parole, spesso non più di venti, che si ripetono randomicamente nei miei discorsi, quasi che non sappia articolare frasi di poco complessa analisi del periodo. Certo è che, nonostante i buoni propositi di chi mi gira intorno, non amo una pizza a mezzanotte quando avrei solo voglia di dormire. E non amo, cinica come sempre, che si pensi che io debba reagire agli eventi nefasti del momento nello stesso identico modo di chi mi porta una pizza a mezzanotte quando avrei solo voglia di dormire.

Lo dice .G alle ore 16:02 commenti (4)





Snobbb
Scendere a casa, al mare, per la prima volta da quando è estate vera. Vagare per la città deserta con i laccetti del costume che fuoriescono dalla maglietta, un asciugamano rosso sotto la sella del motorino. Ritrovarsi lungo la passeggiata invasa di turisti e accostare il motorino per vedere le vetrine, comprare qualcosa magari, senza neanche parcheggiare il motorino perchè tanto ci vuole poco. Dormire sotto il sole sdraiata sul terrazzo di casa perchè andare a spiaggia di domenica, foss'anche la prima e unica volta della stagione, c'è troppa gente e mi mette ansia. Nascere in riviera ti regala un'insana patina di classismo verso chi passa dodici ore in coda per qualche ora in riva al mare. Poi ci pensano, e decidono che sei tu quella strana. E finisce lì.

Lo dice .G alle ore 07:20 commenti



(venerdì, 24 giugno 2005)


A.A.A.
Allo scopo di evitare l'esclusione della sottoscritta anche dal prossimo concerto milanese dei Subsonica, si ricercano compagni di avventura per il 3 settembre, mazda palace, festa dell'unità.
Poi se qualcuno pensa anche di andare alla cascina monluè domani sera che c'è Giuliano Palma con i Bluebeaters, una mail o uno squillo o dei segnali di fumo. (Il consorte non lo sa, ma siamo già pronti ad una serie di tram 12-27-66 più 650 metri a cavallo di scarpe comode per arrivare laggiù. Poi non ci andrò, perchè va sempre così.)

Update: il consorte ha sbagliato aereoporto, con conseguente perdita dell'aereo prenotato e sgretolamento del weekend programmato insieme. Niente Giuliano Palma nè Bluebeaters di sorta. Serata Blockbuster tappata in casa, gelato nel congelatore, focaccia nel forno, consorte al telefono.

Lo dice .G alle ore 11:30 commenti





Piccole donne crescono
Ieri ho lavato a mano la mia prima maglietta (leggendo Elle mentre la maglietta ammollava in acqua fredda e detersivo). Oggi pomeriggio stirerò. Se a un certo punto il cielo si squarcia e le cavallette piovono dal cielo, prendete i randelli e venite da me. Non sia mai, però, che vi rinfresco la giornata. Non vorrete arrivare alla fine del mondo sudaticci?

Lo dice .G alle ore 07:49 commenti (1)