(martedì, 31 maggio 2005)
Disegnarsi ad acquerello tutte le mattine
Magra, e questo è chiaro anche ai tavoli, luminosa, si, lo vorrei davvero. Ho uno schema mentale in testa, rigido e inflessibile, che prevede di disegnare la mia persona, in ogni giorno e momento e occasione, di disegnarne abbigliamento, calzature, gestualità e sorrisi. Cadenzati i sorrisi, appena accennati, a volte. A volte assenti, prevaricati da risate liberatorie e salutari. A volte un broncio infantile, a volte un'indifferenza annoiata. A volte.
A volte fluttuante in gonne a ruota e maglie sottili, rigorosamente in bianco e nero, un solo colore, il rosa, sulle labbra. A volte femminile in gonne strette e tacchi alti, scomoda ed altera. A volte semplice e sfrontatamente adolescente, con mezze maniche giallo uovo e jeans sbiaditi. E magari le converse, o le adidas del 15-18.
A volte lo schema mentale che ho per la testa ammette qualche errore, qualche piccolo baco nel suo sviluppo interno. Seguo lo schema, procedo in ogni passo secondo le regole del gioco. Ma non sono fluttuante, un po' impacciata. Non sono femminile, scomoda e altera, semplicemente dolorante. Non sono sfrontatamente adolescenziale, stravolta se mai.
Questo perchè ieri, sotto la pioggia in Carnaby Street e sotto il sole fresco a Covent Garden, indossavo giacca nera e scarpe bianche, sporche. Avrei voluto mocassini gialli e giacca color biscotto. Con dei jeans della lunghezza giusta e quintali di bagagli in un qualsiasi altro posto che non fosse la mia schiena.
(giovedì, 26 maggio 2005)
Serata tra amiche
Sembra ormai consolidata una triste routine. Il venerdi si recupera il consorte tra aereoporti e pullman e ore indecorosamente piccole. Il sabato si raggiunge la famiglia o, in caso di milanesità del fine settimana, si fa la spesa e altre attività necessarie alla sopravvivenza spicciola. La domenica si riporta il consorte all'aereo, si mette a posto il casino, magari si stirano anche pantaloni e magliette (ho detto magari). Il lunedi si recupera il weekend sfiancante. Il martedi si lavorano tredici ore e ci si trascina a casa, il mercoledi anche. Anche il giovedi in realtà, ma il giovedi si esce con le amiche. E' la serata tranquilla, tra donzelle, divertente ma non troppo difficile, non devi pensare a cosa mettere su, nè a come truccarti. Quindi tu, alle 21.00, sfatta da tredici ore di ufficio, con un po' di matita nera sugli occhi e un filo di gloss sulle labbra, ti vorresti presentare dalle tue amiche per divertirti e passare la serata. Peccato che loro si vedano alle 18.15. Diosanto, diciotto.
(mercoledì, 25 maggio 2005)
Arrivano tardi
Qui (
e non solo) ci si era arrivati già da un po', bacchettata sulle mani alle signore del
corriere.
Non mi ricordo
Incontrare il coinquilino sotto il portone, lui fresco e rilassato, tu distrutta. Cenare con affettati miracolosamente acquistati in un raptus di preveggenza e unirli a fette di pane appena scongelato che grazie al cielo che mamma te ne ha portato un po' di più. Ascoltare il suddetto coinquilino raccontari del suo meraviglioso lavoro come consulente da Prada, si Prada. Svuotare lo stendino e accastare la valanga di roba da stirare in un angolo del divano. Accasciare i vestiti sulla sedia, pigiama, letto. Collassare. Svegliarsi al suono della solita, trillante, sveglia. Colazione. Prendere il telefono e chiamare, uno, due, tre, quattro squilli. La voce assonnata del consorte. Perchè non hai chiamato ieri sera?, tuono. La furia di chi dorme e vive troppo poco.
Tesoro ti ho chiamato ieri sera, era mezzanotte, non te lo ricordi? Di nuovo non ti ricordi niente?
No, non mi ricordo niente. E a quanto pare ho chiacchierato amabilmente con te per un po', sembra. E non è la prima volta, lo so. Io non so di che malattia io soffra, ma mi sembra grave, ecco.
(martedì, 24 maggio 2005)
Ristrettezze
Ci sono periodi della mia esistenza, credo comuni a molta gente, in cui il bancomat deve restare relegato in fondo al portafoglio, nascosto tra gli scontrini del GS e l'abbonamento ATM del mese in corso. Periodi in cui ci si può concedere solo qualche straccetto da H&M o una magliettina, a righe bianche e rosse ovviamente, da McKenzie. Oppure un libro. E' in quei periodi che abbandono la ricca Feltrinelli e mi rinchiudo in un libraccio, magari quello vicino a casa, meglio quello dietro porta venezia. Spulcio tra mille scaffali, copertine, titoli in verticale, neanche sempre nello stesso senso, mal di testa a decifrare di che cosa stia parlando quel signore con la costoletta nera, non è che posso leggere la seconda di copertina di ogni libro incastrato metodicamente nella mensola.
Quello che trovo è, almeno sembra, un romanzo ambientato durante la seconda guerra. Il che mi piace, dato che è quello di cui avrei bisogno adesso. Un po' di storia, un pizzico di spy story, storielle infingarde di amori e tradimenti q.b. Un harmony coi controcazzi, quello che vorrei (e non posso mica sempre leggere cose impegnate, ho un neurone solo, io, e si affatica in fretta). Aggiungiamo il fatto che la mia velocità di lettura, a detta del consorte, rasenta la schizofrenia e non ricordo nulla di quello che leggo a distanza di quindici giorni, tranne stralci che senza alcuno schema logico rimangono impressi a fuoco nella mia testa, e li racconto e li ripeto mille volte e anche più,
ma dove lo hai letto?, e io snocciolo la lista dei libri letti negli ultimi due mesi e chiunque mi stia guardando al momento rinuncia a dover leggere dieci libri per capire il contesto di una frase che sputo fuori senza capo nè coda nè riferimento bibliografico alcuno.
Nelle prime ottanta pagine esce fuori il nome di Cantor, ossignoreiddio Cantor e l'ipotesi del continuo. Fa una comparsata il buon Godel, e ci lascia per ricordo una piccola crisi depressiva in mezzo ad un convegno. Von Neumann fa la spia per il governo americano, Heisenberg il cattivo a servizio dei tedeschi. Non so come vada avanti, ma promette bene. E costringe ad una piacevole rilettura del
mattone per eccellenza. Magari anche una scorza di
bibbia, che non fa mai male.
Diritto al rosso
Se dopo venticinque anni in questo mondo decido di sdoganare il rosso nel mio guardaroba e entro in un negozio e chiedo una maglietta con del rosso e del bianco, si signora a righe, lei come li metterebbe insieme due colori così? A pallini?, posso, perfavore, perfavore lo chiedo, non essere dirottata al reparto bambini davanti ad una t-shirt con fiori hawaiani arancioni su sfondo bianco? Posso?
(venerdì, 20 maggio 2005)
50special
Io non mi ricordo come ci sono arrivata
qui, ma ho letto questa cosa detta da Liam Gallagher sul Venerdi di Repubblica e avevo sorriso. E visto che sorrido al pensiero ogni volta che spunta il sole, be' io la scrivo qui, così quando voglio rileggerla so dove andarla a pescare, ecco.
In Gran Bretagna abbiamo grande musica pop e rock perché siamo un Paese noioso, industriale, che non offre altro. Ma se avessi quindici anni, vivessi a Roma e avessi una bella ragazza da portare in giro con una Vespa, l'ultima cosa che mi verrebbe in mente sarebbe fondare un gruppo. Se a Manchester ci fosse la spiaggia non ci sarebbero tutte queste band. Tutti andrebbero al mare. Semplice.
(mercoledì, 18 maggio 2005)
Regime?
Repubblica in prima pagina, sul corriere nessuna traccia.
Giallo 2003
Quando hai la fortuna (?) di lavorare in un posto dove la prassi è scaricare la colpa e i problemi su qualcun altro, il minimo che ti può succedere è una casella di posta dalle dimensioni spropositate. Conservo le mail ricevute, compresi gli auguri di natale. Incasello, bene in ordine, le mail inviate, una per una. Elimino giusto quelle verso la compagnuccia che in un processo alle intenzioni mi garantirebbero ergastolo e chiavi buttate.
Poi ti capita una mail che ti ordina di modificare un file di configurazione, e devi agire in tutta fretta, per carità, in ventiquattro ore potrebbe arrivare l'apocalisse e lor Signori vorrebbero vedere il tutto funzionante prima del giudizio universale. Che magari, se funziona tutto, passan dalla parte dei buoni e, se non subitanea, la redenzione non gliela toglie nessuno. Umph.
Questa mail, dicevamo, arriva sotto forma di fotocopia, perchè nell'elenco dei condomini di tutto il palazzo tu non ci sei rientrata, e che sono 'ste pretese, l'importante è che alla fine tu sappia cosa devi fare e soprattutto che tu la faccia. Quindi, con una spada sulla testa che sobbalza ad ogni leggiadro passo della signorina del primo piano che vive la sua giornata lavorativa esattamente sopra la mia persona, mi accingo a modificare il famigerato file. Fatto? Fatto. Commento la modifica con tutta questa storia (manca poco che ci copincolli il post, che faccio prima). Prendo la mail fotocopiata, la tengo in mano per un po', mi avvicino al cestino, che faccio? Butto? Uhm, meglio di no. Viene pinzata al diario dell' ufficio, un'agenda del 2003, tutta gialla. Se ci metto gli scontrini della mensa, sembra quasi la mia smemo del novantaquattro.
Adesso ci scrivo grosso grosso che Axl Rose è un figo. Poi magari chiedo alla compagnuccia se saltiamo latino domani mattina che ho la media del sei e non voglio rovinarla.
(martedì, 17 maggio 2005)
Io non ci sarò
Però chi è in zona, o semplicemente ha una macchina e un numero di ore di sonno perse nell'ultimo mese inferiore a cento, ecco
Sabato 21 maggio. Ore 15, in Fortezza da Basso a Firenze. BlogRodeo Live.
Orsù, dunque, in marcia.
Via Squonk