Le regole del lasciarsi [1]
Se proprio deve, che sia non più di ventiquattro ore dopo l'accredito del premio produzione sul tuo conto.
Neanche quarantotto ore dopo
La rabbia è scivolata via, resta la delusione, enorme, e quella vocina lagnosa che continua a ripetere Come sei stata così stupida? Come hai fatto? Eh? Se sopravvivo a questo, non mi ammazza più nessuno.
E ho anche perso un tacco degli stivali, quelli bassi almeno, e sono scivolata sul marciapiede della gialla e ho un ginocchio sbucciato manco avessi due anni e il pannolone. Se qualcuno mi dice qualcosa, ecco, adesso comincio a piangere, urlare e me ne torno a letto.
Una telefonata dopo pranzo
Una chiamata dopo pranzo mentre guardi scarpe su internet. Una ragazza che ti chiede chi sei, tu le chiedi chi sei, e il mondo cambia all'improvviso. Hai dato quasi due anni della tua vita ad un tizio che aveva due fidanzate in due città diverse. E' finita una storia e sembrava che fosse per colpa tua, perchè non sapevi ascoltare. Invece lui pensava di sposarsi. Con l'altra però. Adesso rido perchè se ce l'avessi davanti chiederebbe pietà. Se questo era il modo per uscirne in fretta, bè tesoro ci sei riuscito. Mi hai chiesto di odiarti se poteva essermi utile. Un po' lo è, ma non riuscirei a provare dell'altro. I miei complimenti comunque. E auguri, se lei ti sposa ancora. Ho adocchiato un vestito di Missoni che si intonerebbe da Dio alla situazione. Si intonerebbe anche con il tuo sangue, ma questo non è difficile.
E vissero tutti felici e contenti
A quanto pare
no. E non fa meno male perchè era una coppia di plastica difficile a credersi reale. Non ci riescono loro, che sono belli, ricchi e, erano, innamorati. Non ci riuscirebbero Cenerentola e il principe azzurro, se qualcuno si fosse preso la briga di scriverne il seguito. Di Richard Gere che ti portano via in braccio dal tuo merdoso lavoro ce ne saranno dieci o poco più. Con la divisa da marinaio e pure linda forse due. Sono cinica, cattiva, e in attesa che uno stronzo almeno una risposta agli auguri si degni di mandarla. Perchè che le storie finiscano ci può anche stare. Che finiscano così, no.
Dopo la pioggia, il sereno (per non più di un'ora e mezza)
Quel senso di calore che ti può dare solo la visione della mamma che impasta la poltiglia di carciofi per il polpettone. Scappare con la digestione ancora in corso per farsi inglobare dal divano del tugurio, dietorelle a destra, ovetti perugina a sinistra, telecomando a ore dodici, S&TC quarta serie in sottofondo. Crisi maniaco-compulsiva nel camerino di Intimissimi, bustino nuovo, sia in bianco che in nero, pronto per una stagione che ancora non è arrivata, ma siamo lì, in attesa. Uscire di casa col sole, per una volta almeno, ginnica come Madonna per far la spesa, fiatone, preludio di infarto, respirazione tra il carente e l'assente, in sella ad una bicicletta che ti renderà sterile, se non immobile e orizzontale. Sigaretta sulla sabbia, con il mare che profuma e poca gente intorno. E chi cazzo se ne frega della bici e della cellulite, così sto meglio. Vorrebbe dire che ci sto provando, sissignori, ci sto provando. E se non sono pronta a nuove rutilanti emozioni, sto cominciando a lasciarmi trasportare dagli eventi, almeno finchè non sarò in grado di camminare controvento. Togliete solo Elton John dalle programmazioni radio e potrei anche disfarmi di quel nodo dietro all'ombelico. E comunque, auguri.
...
In più splinder fa le bizze come ogni applicativo installato sul mio pc. Batto la testa contro il muro in attesa che mi mandino verso casa.
First weekend - End of the first week
Farsi coccolare da una casa calda, una cena pronta, palloncini colorati sul terrazzo, per te zia, ti vogliamo bene!, in sgangherato stampatello del quattrenne nipote. Farsi consolare dal divano del tugurio davanti alla quarta serie, ennesima replica, dove Aidan torna e anche questa volta speri possa andar bene, ma non sarà così. Farsi distrare dalle luci abbaglianti dell'ipercoop, una manciata di cose inutili e una gonna nuova, troppo corta, che sarebbe piaciuta a lui.
Il tastino autodistruzione, vicino alla sveglia, il lunedi, sarebbe una soluzione.
aSUNder
Stanca. Stufa e stanca che qualcuno pensi sempre cosa è meglio per me. Che ci sia sempre qualcuno ad
evitarmi,
neanche fossi una bambola di porcellana, di pensare, decidere, svoltare come vorrei. Sono abbastanza grande, anche
troppo grande per certi versi, per costruire, disfare, cambiare tutto quello che voglio. Sono in grado, giuro, di
rialzarmi e ricominciare in qualsiasi città, mondo, universo. Sarò per terra, ma mi sto rialzando, lentamente, in
questa città che col sole è meravigliosa. La primavera sta arrivando.
B&S in sottofondo.
Una faccia nuova
Io che credo a tutto, ma tutto sul serio, sono arrivata a credere di poter avere una faccia nuova. Credere di avere una
pelle bella e luminosa se solo faccio quel che mi dice, e ricorda con preziosa stampa a colori del mio parco creme, la
signorina di Lancome. Già al secondo giorno non ho ancora dimenticato un passaggio nè svanita un'applicazione. Contorno
occhi, labbra, crema da giorno, crema da notte. Usare la spatolina che le mani sono ricettacolo di batteri. Non
picchiettare, massaggiare. Tutto per una faccia nuova, senza nessuno a cui farla vedere e senza riuscire a
nascondere una certa inusuale spossatezza.
La soluzione
Il primo giorno pensavo bastasse vegetare in pigiama davanti alla prima stagione di Cheers, ma poi l'ho rincorso
tra stazionie aereoporti per vederlo ancora una volta almeno. Il secondo giorno pensavo bastasse smettere di pensare,
impedire al mio unico neurone di vagare libero negli spazi incasinati della mia mente. E sembrava funzionare. Poi, un
barattolo di yogurt cremoso, da un chilo, a cestello, quello che mangiava lui quando vivevate insieme.